Dimensione umana tra medico e paziente, la ricerca internazionale della scuola di Piacenza. Cavanna: La pubblicazione è un traguardo significativo – AUDIO

La ricerca della Scuola CIPOMO “Humanities in Oncology” di Piacenza è stata pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale Journal of Cancer Education. Lo studio nasce dall’attività della scuola di alta formazione, che propone un percorso residenziale rivolto a giovani oncologi provenienti da tutta Italia. Ogni anno sono 20 i medici specialisti in oncologia che partecipano al programma, sostenuto dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano, con l’obiettivo di approfondire le competenze comunicative, relazionali e umanistiche nella cura dei pazienti oncologici.

Il noto oncologo piacentino Luigi Cavanna ha spiegato che la recente pubblicazione rappresenta un traguardo particolarmente significativo, perché la diffusione dei risultati su una rivista scientifica internazionale è il principale riconoscimento del valore di una ricerca. Inoltre ha sottolineato che ogni studio, prima della pubblicazione, viene sottoposto a un rigoroso processo di valutazione.

Il risultato pone le basi per ribadire un concetto fondamentale: nella pratica clinica la ricerca e l’innovazione, sia farmacologica sia tecnologica, devono procedere di pari passo con la dimensione umana della relazione tra medico e paziente.

Il paziente – spiega Cavanna a Radio Sound – non è un insieme di cellule malate ma è una persona con il proprio vissuto, la propria vita e i propri desideri. In particolare oggi tende a trascurare questa componente sempre di più. La medicina corre molto veloce come tecnologia ma arranca sul rapporto umano nei confronti dei malati e noi dobbiamo colmare questa mancanza.

Il “voto simpatia” è una delle citazioni più note del film La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana. Nella scena, Nicola Carati (interpretato da Luigi Lo Cascio) sostiene un esame universitario di Medicina. Dopo aver risposto alle domande, il professore gli comunica che il suo voto è stato influenzato anche dalla sua simpatia, dicendo in sostanza che gli assegna un “voto simpatia. 

Ricordo con piacere quel film – conclude Cavanna –  il messaggio che dà è molto positivo. Soprattutto perché noi quando abbiamo di fronte un malto va ricordato che si tratta di una persona. Tra curare la malattia e curare il malato c’è una diversità enorme e una ricaduta pratica enorme. Noi dobbiamo veramente andare a colmare questo divario che si sta aumentando negli ultimi anni. 

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