Cronaca Piacenza

Rifiuti elettronici rivenduti invece di essere smaltiti, imprenditore indagato – AUDIO

Invece di smaltire secondo le norme di legge rifiuti elettronici in disuso , un’azienda piacentina li smontava per ricavarne pezzi di ricambio e venderli. Imprenditore indagato. L’operazione ha visto la collaborazione tra polizia locale e guardia di finanza.

La discarica abusiva

Nel gennaio scorso gli agenti della polizia locale si erano imbattuti in una vera e propria discarica abusiva nei pressi di strada Caorsana. Discarica composta da circa 400 schermi touch screen solitamente impiegati per i terminali dei centri scommesse. Attraverso alcuni codici presenti sugli schermi, gli inquirenti sono riusciti a risalire alla provenienza originaria: una multinazionale specializzata nella produzione di strumenti elettronici per il gioco e le scommesse, realtà imprenditoriale del tutto in regola. La polizia locale ha chiesto delucidazioni in merito riuscendo a ricostruire quanto accaduto.

La ditta piacentina

In sostanza, gli schemi ritrovati lungo strada Caorsana facevano parte di una linea ormai obsoleta e inutilizzabile. Linea che comprendeva, non solo gli schermi stessi, ma anche hardware, terminali, componenti di vario tipo. Insomma una tecnologia ormai superata di cui la multinazionale doveva liberarsi per far spazio a strumentazioni più aggiornate. A quel punto una ditta piacentina specializzata nella riparazione di materiale elettronico avrebbe contattato la multinazionale acquistando il materiale.

Tecnicamente l’azienda locale avrebbe dovuto occuparsi dello smaltimento, ma così non è andata. I titolari avrebbero invece stoccato i terminali acquistati in un capannone (circa 15mila pezzi) per poi smontarli e rivendere le componenti al loro interno. Metalli “preziosi” e pezzi di ricambio.

Ma una volta raccolto il materiale riutilizzabile e quindi vendibile, cosa accadeva agli scarti? Probabilmente, esattamente come gli schermi ritrovati in strada Caorsana, venivano abbandonati in discariche abusive. E parliamo di materiali pericolosi, potenzialmente nocivi per la salute.

La polizia locale ha chiesto il supporto della guardia di finanza che ha passato al setaccio i libri contabili dell’azienda. Ora il titolare è stato denunciato, il capannone e il materiale sequestrati. Le indagini proseguono.

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