“Osserviamo con stupore e anche un po’ divertiti il valzer dei politici di professione intorno ai cumuli di immondizia sparsi per la città. La Sindaca Tarasconi è passata dall’attribuire la colpa ai cittadini incivili ad accusare Iren (che peraltro sta eseguendo ciò che è previsto da contratto Atersir)”. Così inizia la nota del Movimento 5 Stelle.
La destra cavalca l’onda del malcontento generale, ma non sa presentare uno straccio di proposta se non un semplicistico “tornare indietro, al passato”.
Che la raccolta “porta a porta” non funzioni è evidente e che non potesse funzionare era risaputo. Non è un caso che a Modena e a Bologna Centro questa metodologia sua stata provata e poi scartata.
La nostra proposta prova ad essere chiara e precisa. Innanzitutto il Comune di Piacenza presenti ad Atersir una richiesta di variazione del servizio motivata dalle richieste dei cittadini.
Subito dopo ci si metta al tavolo con Iren per trovare soluzioni che guardino al futuro e non al passato.
A nostro avviso il futuro deve essere guidato da:
1) Riduzione dei rifiuti a monte
2) Tecnologia per la differenziazione e il riciclo a valle.
Piacenza è la seconda città in Italia per produzione pro-capite di rifiuti. Se ne individuino le ragioni e si intervenga. Una piccola idea può essere una campagna informativa massiccia e costante per indurre i cittadini a produrre meno rifiuti.
In secondo luogo pensiamo che sia il momento di guardare ai modelli di gestione dei rifiuti più avanzati, quelli di alcuni paesi del Nord Europa. In Norvegia ad esempio si sta abbandonando il focus sulla raccolta differenziata (cioè pretendere che sia il cittadino a separare le varie tipologie di materiale.. e guai se sbaglia!!), e ci si concentra sulla differenziazione a valle. L’utilizzo di tecnologie avanzate per la selezione automatizzata dei rifiuti aumenta l’efficienza riducendo l’elevata impurità (spesso dovuta ad errori da parte dei cittadini) che rischia di rendere inutile tutto il lavoro se non consente il riciclo dei rifiuti stessi.
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