È nata la prima Consulta nazionale dei distretti del cibo. L’organismo è stato presentato venerdì scorso a Roma presso la sala Cavour del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali con il patrocino di Anci, Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e Mipaaf. La Consulta ha l’obiettivo di rappresentare unitariamente gli interessi dei Distretti, di salvaguardare e tutelare il patrimonio ambientale, culturale, turistico, paesaggistico ed enogastronomico rappresentato dal sistema dei Distretti Agroalimentari e di far conoscere in Italia e nel mondo il patrimonio immateriale, la ricchezza di paesaggi e le qualità dei territori.
Il Consorzio di Tutela Salumi DOP Piacentini, attraverso il suo Distretto del Cibo dei Salumi DOP Piacentini, è socio fondatore della Consulta Nazionale dei Distretti del Cibo. Il Direttore del Consorzio Roberto Belli è entrato a far parte del Direttivo della Consulta con il ruolo di Vicepresidente. “Attraverso il Distretto del Cibo il Consorzio offre un ulteriore servizio ai propri associati e non solo, ma a tutta la filiera contribuendo alla progettazione territoriale sulla base delle reali esigenze delle imprese. Per questo, avendo anche partecipato al primo bando del Mipaaf per i Distretti del Cibo con esito positivo, non potevamo non essere tra gli attori per la costituzione dell’organismo nazionale che rappresenta tutti i Distretti del Cibo presenti sul territorio nazionale che sono ben 109”.
Tra gli obiettivi della Consulta c’è quello di valorizzare e accreditare l’esperienza dei Distretti anche nella loro funzione di “ente intermedio”, per rafforzare la capacità progettuale e di iniziativa dei territori e per una migliore gestione delle risorse disponibili. Ad oggi sono 20 i Contratti di distretto, valutati ammissibili al finanziamento con progetti immediatamente cantierabili. “Attivare – afferma il presidente della Consulta Angelo Barone – questi 20 programmi di sviluppo sarebbe un importante segnale di ripartenza immediata del settore agroalimentare che ancora oggi rappresenta uno dei principali motori del Made in Italy ma occorre fare sistema ed avere una strategia condivisa per utilizzare al meglio sia le risorse del Pnnr che della Pac”. “Abbiamo apprezzato – aggiunge – che il Mipaaf abbia posto nella legge di bilancio 120 milioni di euro per i Distretti del cibo e auspichiamo un ulteriore emendamento per integrare le risorse necessarie per finanziare tutti i progetti ammessi e avviare la prima azione di investimenti coerente con il Pnnr”.
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