“Da italiano, non da ministro, ho avuto la netta sensazione di qualcosa che non è giusto. Che non funziona. Il fatto che sia in galera un imprenditore che si è difeso, mentre il rapinatore è a spasso in attesa di un risarcimento dei danni mi dice che bisogna cambiare presto e bene le leggi“. Matteo Salvini, ministro dell’Interno, ha incontrato al carcere delle Novate Angelo Peveri e il suo collaboratore Georghe Botezatu.
“Posso dire che farò di tutto perché stiano in galera il meno possibile. Per quanto mi riguarda non sarebbero dovuti nemmeno entrare, ma non commento le sentenze dei giudici. Non è un invito a farsi giustizia da soli, però se io vengo minacciato in casa mia, o nella mia azienda, ho il diritto di difendermi senza passare nove anni per i tribunali di mezza Italia. E’ il minimo del buon senso”.
“La legittima difesa non c’entra? Ci sono alcuni magistrati di sinistra che la pensano così. Io faccio il ministro dell’Interno e il mio compito è ridurre i crimini. Non li posso azzerare, certo, però posso impegnarmi perché chi viene aggredito in casa sua abbia il diritto di difendersi senza spendere migliaia di euro in avvocati. Io rispetto il lavoro dei giudici, loro rispettino il lavoro del ministro”.
“Quello che io non capisco è il risarcimento danni ai rapinatori e ai delinquenti. Questo non sta né in cielo né in terra, farò di tutto perché i rapinatori abbiano paura di fare i rapinatori in Italia. Non esiste risarcimento danni a uno che nella vita ha scelto di fare il delinquente. Fai il delinquente? Te ne assumi gli oneri. Se ti va male, mi dispiace per te, ma nella prossima vita scegli di fare un lavoro normale”.
Matteo Salvini si dice pronto a chiedere la grazia al presidente della Repubblica. “A breve parlerò con l’avvocato di Angelo Peveri perché voglio capire come intendono muoversi, poi se servirà andrò anche dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Lo feci per Antonio Monella, che visse un’esperienza simile, sono pronto a farlo anche in questo caso”.
«Dopo aver incontrato Angelo Peveri, siamo sempre più convinti della raccolta di firme a suo favore e siamo sempre più convinti della necessità della legge sulla legittima difesa». Lo affermano i parlamentari della Lega, Elena Murelli e Pietro Pisani che, il 23 febbraio hanno incontrato in carcere, insieme con il ministro dell’Interno Matteo Salvini, l’imprenditore piacentino che sta scontando la pena dopo la condanna definitiva per tentato omicidio nei confronti di un romeno che cercava di rubare nella sua azienda. «Abbiamo trovato Peveri tranquillo» hanno detto i parlamentari. Alla visita era presente anche il consigliere regionale del Carroccio, Matteo Rancan.
«La legge – hanno proseguito Murelli e Pisani – dovrà tutelare soprattutto i cittadini, ma potrà sostenere anche le imprese. Un’azienda che viene derubata subisce i danni del furto, vede rallentata la propria attività quando non addirittura messa in crisi, come accaduto a un’officina di Borgonovo che ha subito un colpo da 100mila euro».
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