Politica

Sanità pubblica poco attrattiva? Forza Italia: “Servono correttivi strutturali, basta tappabuchi”

“L’annosa diatriba sull’ospedale di Piacenza sembra nuovamente accendere i riflettori sulla ricerca e valutazione dell’area di costruzione: da parte nostra, da sempre chiediamo che la Sanità pubblica assuma un ruolo principale nello scenario regionale e provinciale”. Lo sostiene Forza Italia che per conto della segreteria provinciale di Forza Italia Piacenza, a firma congiunta di Paola Pizzelli, Gabriele Girometta e Riccardo Palmerini relativo alla questione del progetto del nuovo ospedale a Piacenza e in generale sulla sanità provinciale.

La favola della mancanza di medici è ormai scaduta

Pensiamo che i problemi attuali siano frutto della logica del risparmio messa in atto dalla regione per abbattere e contenere le spese della sanità. Per tale motivo abbiamo visto succedersi direttori generali che invece di avere nella mission l’ampliamento delle aree d’eccellenza e lo sviluppo di professionalità qualificate, hanno decuplicato i livelli di gestione, così da trovarci con tanti burocrati e pochi medici: tagli alle risorse e sfruttamento di chi rimane.

La favola della mancanza di medici è ormai scaduta. Chiediamoci perché la sanità pubblica non è più attrattiva per gli operatori sanitari e, di conseguenza, anche per i cittadini. Perché ci si rivolge sempre più alla sanità privata? Perché invece di porre correttivi strutturali alla questione si ricorre a tappabuchi?

Scelte regionali che non hanno tenuto conto dell’aspetto locale

Riteniamo che da almeno 15 anni la regione ha sviluppato un progetto di riordino della sanità con aspetti di logica del risparmio e di collocazione specialistica delle funzioni ospedaliere che potevano avere la loro importanza, ma queste scelte non hanno tenuto conto dell’aspetto locale e delle varie tempistiche per non creare disservizio all’utenza: ciò è puntualmente successo e questo ha portato lo sviluppo di altre realtà che ne hanno preso il ruolo. Ci chiediamo quale risparmio ci sia nel far sì che molte delle richieste chirurgiche d’elezione vengono eseguite fuori regione e ci chiediamo il perché non si vuole aumentare l’incentivazione dei medici residenti ed invece si possa pagare diversamente i gettonisti. Ci chiediamo come un’azienda non investa nelle risorse umane e strumentali ma, anzi, se le lascia sfuggire.

Pensiamo che i correttivi  siano fondamentalmente due: da un lato l’attrattività dei professionisti, attraverso lo sviluppo di attività d’elezione all’avanguardia, con alla guida maestri e con incentivazione del merito e non il solito “poco a tutti e niente a nessuno”. Dall’altro allo sviluppo di percorsi di formazione adeguati alla futura richiesta di personale sanitario che vada a colmare i vuoti e ad abbattere la burocrazia che nulla condivide con la professione medica se non in documenti ufficiali sul paziente.

Impoverimento per l’emergenza/urgenza

Oramai, e per fortuna, si assiste solo alla gestione dell’emergenza\urgenza che, a breve, potrebbe subire un inevitabile impoverimento. Queste sono le vere criticità a cui far fronte da subito, senza perdere tempo e chiedendo, alla regione, una risposta concreta ed efficace ai vari problemi ordinari e numerosi perché la realizzazione del nuovo ospedale, se si farà, non sarà a breve.

Nuovo ospedale, perplessi sulla proposta del sindaco Tarasconi

Sulla proposta sostenuta dall’amministrazione Tarasconi siamo inoltre parecchio perplessi dopo aver visto il rendering del nuovo ospedale che è stato pubblicato nei giorni scorsi. Ad esempio le grandi vetrate, che produrrebbero un’alta dispersione di calore e di freddo. Oppure la difficile nuova viabilità, soprattutto nella tangenziale sud, unitamente a tanti altri aspetti che andrebbero valutati in fase di progettazione e che potrebbero causare disagi e problemi futuri e sui quali ci esprimeremo se il progetto verrà perseguito. Non escludiamo a priori la possibilità di considerare, da tutti i punti di vista, anche la proposta del comitato “salva ospedale” anche se, come ribadito in precedenti comunicati, la soluzione dell’area 6 rimane quella privilegiata.  

La salute è un diritto di tutti tutelato dalla costituzione italiana e il sistema di servizi e di strutture, in capo alla regione Emilia- Romagna, deve garantire delle prestazioni sanitarie basate su universalità, uguaglianza ed equità: purtroppo in questi anni a Piacenza si è parlato e discusso molto (troppo) e non si è concretizzato (per ora) nulla, a discapito, come sempre, del cittadino.

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