Il consigliere regionale Giancarlo Tagliaferri: “Se oggi la casa crolla, non può fingersi pompiere chi per decenni ha ignorato le crepe. Dalla sanità ai territori colpiti, l’Emilia-Romagna paga il prezzo di una gestione autoreferenziale”.
“Quando il presidente della Regione parla di una ‘casa che crolla’, più che una denuncia sembra una tardiva ammissione di responsabilità politica. Perché se il sistema sanitario regionale mostra oggi fragilità strutturali, liste d’attesa fuori controllo, carenza di personale e cittadini sempre più spesso costretti a rinunciare o a spostarsi, il punto non è cercare nuovi colpevoli, ma ricordare con onestà chi quella casa l’ha progettata, gestita e governata per decenni”.
È quanto dichiara Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, intervenendo sulle recenti dichiarazioni del presidente Michele de Pascale in materia di sanità e ricostruzione.
“Da troppo tempo in Emilia-Romagna – sottolinea Tagliaferri – si continua a utilizzare il Governo nazionale come bersaglio politico utile a coprire limiti che sono invece profondamente regionali: organizzazione, programmazione, gestione. Vale per la sanità, dove servirebbero meno apparati burocratici e più medici, infermieri e servizi realmente accessibili; vale per la ricostruzione, dove i Comuni vengono evocati come vittime di un sistema quando spesso sono stati lasciati soli proprio da chi avrebbe dovuto garantire coordinamento, assistenza tecnica e capacità di trasformare risorse già disponibili in opere concrete”.
“Scaricare su Roma o genericamente sul sistema nazionale difficoltà che nascono anche da anni di scelte locali sbagliate – prosegue l’esponente di Fratelli d’Italia – è una narrazione comoda, ma sempre meno credibile. I fondi per emergenze, infrastrutture e messa in sicurezza sono stati stanziati; il problema, troppo spesso, è stato nella capacità di tradurre quelle opportunità in risultati. Sul dissesto idrogeologico, sulla manutenzione, sulla prevenzione e sulla sicurezza territoriale non bastano conferenze, slogan o passerelle: servono continuità amministrativa, controllo e assunzione di responsabilità”.
Secondo Tagliaferri, il nodo politico è ormai evidente: “Per troppo tempo si è pensato che bastasse rivendicare una presunta superiorità di modello per evitare un serio esame di coscienza. Ma quando aumentano i problemi, i cittadini non chiedono narrazioni ideologiche: chiedono efficienza. E se i sindaci o i territori sono in affanno, la Regione non può usarli come scudo, perché il suo compito è sostenerli, non citarli per giustificarsi”.
“Fratelli d’Italia continuerà a svolgere in Assemblea legislativa un’opposizione puntuale, tecnica e concreta – conclude Tagliaferri – perché i cittadini emiliano-romagnoli meritano risposte vere. Certo, sentire oggi chi ha amministrato per una vita denunciare che la casa crolla ha almeno un merito: finalmente hanno trovato il coraggio di ammettere che forse, più che il colore delle tende, qualche problema stava proprio nelle fondamenta.”
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