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Sorprendente scoperta sotto la pavimentazione di Santa Maria di Campagna, trovato un primitivo cimitero cristiano – FOTO

Sotto la pavimentazione di Santa Maria di Campagna esiste un primitivo cimitero cristiano, con la caratteristica – unica per le chiese piacentine – di essere accessibile. La scoperta è stata fatta nell’ambito della predisposizione del programma delle celebrazioni per i 500 anni dalla posa della prima pietra della Basilica che inizieranno il 3 aprile dell’anno prossimo sino alla stessa data del 2023, programma che la Banca di Piacenza e la Comunità francescana della Basilica presenteranno prossimamente al Vescovo titolare ed al Sindaco di Piacenza nonché al Vescovo emerito. Il Guardiano della Comunità dei Frati minori osservanti, Padre Ballati, ha tempestivamente informato la Soprintendenza per i beni ambientali ed architettonici ed un sopralluogo per il ritrovamento e l’accessibilità dello stesso è subito stato fatto – su segnalazione della Banca – dall’arch. Cristian Prati, accompagnato da tecnici del Comune di Piacenza (ente proprietario della Basilica, nata civica), dall’arch. Carlo Ponzini e dall’ing. Roberto Tagliaferri, responsabile dell’Ufficio Tecnico e di Economato della Banca locale. Un secondo sopralluogo è stato compiuto dal dott. Marco Podini, del settore Archeologia della stessa Soprintendenza. Ad entrambi ha partecipato la dott.ssa Elena Montanari, studiosa delle problematiche collegate ai ritrovamenti di cui s’è detto.

La scoperta è stata giudicata di notevole interesse ed è stata riscontrata la presenza di gallerie con loculi ad arco, risultando così confermate le ipotesi formulate da padre Andrea Corna, buon conoscitore della chiesa (su Santa Maria di Campagna scrisse, com’è noto, anche un libro, ristampato in copia anastatica dalla Banca in occasione della Salita al Pordenone) ed al quale, proprio per questi suoi meriti, Comunità francescana, Comune e Banca hanno dedicato un piazzale della Salita al Pordenone. Nel suo libro, Padre Corna – particolarmente legato a Borgonovo Val Tidone, com’è noto – ipotizza che i primitivi cimiteri cristiani fossero formati da gallerie sotterranee dette “arenarie”, e che nelle pareti di queste si cavassero cavità di forma rettangolare. Le tombe erano chiamate loci o loculi ed erano disposte – come appurato dai primi tecnici che hanno potuto visitare i luoghi della recente scoperta – simmetricamente una sopra l’altra “finché lo permetteva l’altezza della parete…”. Sempre secondo Padre Corna la cripta potrebbe aver ospitato le salme dei frati e dei fabbricieri, a fianco dei martiri delle persecuzioni dioclezianee. Padre Corna spiega che i martiri potrebbero essere stati sepolti nell’area dove sorse la chiesetta di Campagnola e, poi, l’attuale basilica.

L’area di Campagna era allora fuori le mura e la legge delle XII Tavole proibiva d’inumare i cadaveri in città. Una tradizione di seppellimento che dovrebbe essere continuata anche in epoca successiva, se si osserva il pavimento della Basilica mariana: su alcune mattonelle sono ancora visibili i numeri che stanno a significare che sotto c’è sepolto qualcuno. In corrispondenza della numero 80, per esempio, si trova la tomba di Alessio Tramello, che di Santa Maria di Campagna è stato progettista e costruttore. In occasione delle celebrazioni per i 500 anni, è in preparazione, a cura della Banca, una piantina della Basilica con l’indicazione delle persone sepolte in vari punti della chiesa ma non si esclude – da parte della Banca – di poter aprire anche i locali sotterranei accessibili. Tra le persone sepolte, come noto, per un certo tempo ci fu anche Pier Luigi Farnese: dopo il tirannicidio e prima del trasferimento all’Isola Bizentina, la salma fu ospitata nella tomba dei frati, in sagrestia.

Ora, dopo ulteriori studi e approfondimenti, si valuterà il da farsi. La scommessa – e l’auspicio dei Frati Minori, custodi della Basilica – è che la scoperta si trasformi in un’opportunità di valorizzazione ulteriore della chiesa di Campagna, così come già avvenuto con il Camminamento degli artisti e la Salita al Pordenone.

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