Attualità

Santa Maria di Campagna ancora più bella con il progetto di illuminazione di Davide Groppi

Un progetto per valorizzare ancora di più la Basilica di Santa Maria di Campagna attraverso la luce. Per il momento ancora solo un’idea da verificare e modulare, presentata questa sera nella Biblioteca del Convento da Davide Groppi e Carlo Ponzini, nel corso di un incontro rientrante nelle Celebrazioni dei 500 anni del santuario, a cura della Comunità francescana e della Banca di Piacenza.

Il designer piacentino (le sue lampade sono famose in tutto il mondo) ha illustrato il progetto per la chiesa mariana, che ha due chiavi di lettura: «La necessità di illuminare i luoghi fondamentali all’interno del tempio (Ingresso, Mensa, Verbo, Organi e Coro) con una luce che arriva dall’alto, detta d’accento, con l’idea che i fedeli possano godere appieno dell’esperienza religiosa durante una funzione senza essere “disturbati” dalle opere d’arte»; e una lettura rivolta appunto all’arte «con la luce che arrivi in modo serio ma silenzioso – ha spiegato Groppi – su tele e affreschi, e sulla Cupola del Pordenone. Naturalmente sarebbe necessaria una preventiva opera di bonifica degli impianti esistenti, non omogenei. Un progetto semplice ma efficace e di facile manutenzione, che farebbe anche risparmiare». Il designer piacentino aveva in precedenza accennato ai «tre stati fondamentali della luce»: d’accento (a cui s’ispira la lampada “Nulla”), con la sorgente luminosa che parte da un piccolo buco dall’alto (punto); la luce indiretta (linea) «con lo spazio che diventa elemento diffondente» (vedi lampada “Infinito”); e la rappresentazione diffusa di Pablo (inspirata a Picasso), un quadro mai appeso che dà l’idea del piano. Passando poi ad un breve excursus dei suoi lavori eseguiti nel campo dell’arte, sia classica che contemporanea: l’illuminazione, 15 anni fa, della mostra sul Mantegna a Palazzo Te (Mantova), la valorizzazione attraverso la luce delle opere di Emilio Vedova (con studio a Venezia); l’appartamento di Vittorio Emanuele al Castello di Moncalieri; la chiesa di Sant’Agostino a Pietrasanta, ma anche quella sconsacrata di Piacenza, dove Groppi è intervenuto valorizzando quello che di artistico è rimasto. Altri interventi nella nostra città, l’illuminazione della cupola del Guercino in Duomo, del Fegato etrusco a Palazzo Farnese, dell’Ecce Homo nel rinnovato appartamento del cardinale Alberoni.

Carlo Ponzini ha quindi raccontato del suo rapporto di amicizia con Davide Groppi, «nato nel 1988 quando ci trovavamo sotto alla scalinata di San Giovanni in Canale, dove lui aveva aperto la prima bottega ed io ero alle prese con il mio primo cantiere». Da allora, di strada entrambi ne hanno fatta. Davide Groppi oggi ha un’azienda con 60 dipendenti che produce lampade che vanno a tutte le latitudini, ma che a lui piace pensare siano “made in Piacenza” ed è per questo che – ha confessato – non se ne andrà mai dalla sua città d’origine. L’arch. Ponzini ha anche raccontato che cosa stanno facendo insieme. Da 15 settembre 2022 al 15 gennaio 2023 si potrà ammirare l’allestimento – a cura, appunto, di Carlo e Paola Ponzini con Davide Groppi – di una mostra di gioielli realizzati da Giulio Manfredi ed esposti nella Sala del Cartone di Raffaello (opera che raffigura la Scuola di Atene per la Filosofia affrescata su una delle pareti delle Stanze Vaticane), alla Pinacoteca Ambrosiana, considerata uno dei musei più importanti al mondo. «La scenografia – ha spiegato l’arch. Ponzini – coinvolgerà tutto lo spazio della Sala e il visitatore vivrà una sorpresa inimmaginabile, con il Cartone di Raffaello e i gioielli di Manfredi che diventeranno un’unica installazione artistica: il buio del luogo e la sfolgorante luce del Cartone verranno sovrapposti in uno specchio labirintico. I gioielli (che saranno 21 e narreranno i personaggi del Cartone), prima che illustrazione dell’opera del maestro rinascimentale, diventano prodotto sublime e irripetibile dell’immaginazione di Raffaello. Ciò che il visitatore vivrà, sarà un’esperienza estetica e insieme estatica di piena integrazione dell’arte con la vita». L’allestimento dovrà essere smontabile su “paraventi”, dato che la mostra – dopo Milano – andrà a Tokio e a New York.

Il condirettore generale della Banca Pietro Coppelli – che aveva presentato gli ospiti – al termine della conferenza ha consegnato a Davide Groppi e a Carlo Ponzini un ricordo della serata.

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