Scomparso da una clinica in Svizzera, ha vagato per due mesi in stato confusionale: 19enne trovato e salvato a Gariga

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Nei giorni scorsi una buona notizia dalla Valnure, scaturita da una normale, apparentemente, segnalazione del controllo del vicinato e portata avanti con tenacia fino al lieto fine.

In realtà le segnalazioni non sono mai “normali” e possono sempre celare inaspettati retroscena.

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Nel nostro caso, gli abitanti di Gariga di Podenzano hanno segnalato nella tarda mattinata di domenica 13 febbraio alla Polizia Locale dell’Unione Valnure Valchero la presenza di una persona che camminava lungo la SS 654 in stato confusionale e senza una scarpa.

La pattuglia della Polizia Locale si è subito portata sul luogo della segnalazione e ha individuato il giovane descritto dal vicinato, accingendosi al controllo.

Fin dai primi momenti gli agenti si sono accorti delle particolari condizioni di disagio in cui si trovava il giovane, uno straniero di origini svizzere.

Infatti lo stesso articolava frasi sconnesse, sia per la barriera linguistica sia per lo stato confusionale in cui versava e in più era senza una scarpa e mostrava evidenti segni di difficoltà deambulatorie.

I poliziotti della Valnure Valchero hanno quindi chiamato a supporto il 118 che, tempestivamente, ha inviato un’ambulanza della Pubblica Assistenza Valnure.

I sanitari della Pubblica si sono subito prodigati nelle prime cure al malcapitato, riscontrando un problema al piede senza la calzatura.

Hanno quindi optato per accompagnare il giovane svizzero presso il Pronto Soccorso di Piacenza per le cure del caso, seguiti dalla Polizia Locale.

Al Pronto Soccorso i sanitari presenti, per nulla sorpresi, accolgono il giovane diciannovenne per la quarta volta nel giro di pochi giorni, riferendo agli agenti di come lo stesso fosse stato già accompagnato presso il nosocomio cittadino nelle medesime condizioni in precedenza e di come lo stesso fosse poi stato dimesso altrettante volte.

Il ragazzo svizzero veniva, in questo caso, invece, ricoverato presso il locale Centro di Salute Mentale e medicato per le ferite al piede.

L’attività di Polizia, di per sé, poteva chiudersi qui.

Ma gli agenti hanno voluto approfondire maggiormente la questione, mossi  soprattutto dalla voglia di aiutare questo giovane in difficoltà e lontano da casa.

Per prima cosa hanno regalato al giovanotto due paia di scarpe, poi hanno attivato il Centro di Cooperazione di Polizia Interforze presso la frontiera di Chiasso, per reperire quante più informazioni possibili dai colleghi elvetici e per ricostruire le vicissitudini che hanno portato il diciannovenne nelle nostre valli.

Dal confronto con la Polizia Cantonale l’importante scoperta di come il giovane svizzero fosse scappato da una clinica elvetica oltre due mesi fa e di come, da allora, stesse errando senza una precisa destinazione, cercato dappertutto dai genitori in apprensione per la scomparsa del figlio affetto da patologie psichiche.

Finalmente il lieto fine.

I sanitari dell’Ospedale cittadino sono stati messi in contatto, da parte della Polizia Locale, con gli omologhi svizzeri, consentendo così che il giovane, una volta rimessosi dopo le cure, potesse essere riabbracciato dai propri genitori.

L’attività sinergica di sanitari e forze di polizia hanno permesso il ricongiungimento della famiglia, infatti i genitori sono arrivati nei giorni scorsi a Piacenza per recuperare il figlio scomparso da mesi e lo hanno riportato a casa.

L’importanza della rete di collaborazione fra i cittadini e la Polizia Locale dell’Unione Valnure Valchero, in questo caso grazie al Centro di Cooperazione internazionale di Polizia, hanno consentito di risolvere la complessa situazione a favore del giovane elvetico e della sua famiglia.

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