Lezioni alla Ricci Oddi e a XNL per gli alunni delle primarie piacentine: la giunta approva il progetto “Scuola diffusa”

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Una settimana intera di lezioni speciali, non a scuola, non in classe ma in luoghi altrettanto speciali della nostra città: la Galleria d’arte moderna Ricci Oddi e lo Spazio XNL della Fondazione di Piacenza e Vigevano. E’ un progetto del Comune di Piacenza e si chiama “FATA – Scuola diffusa”. FATA che sta per Formazione, Aria, Terra e Acqua, termini che sintetizzano l’idea che sta alla base di questa iniziativa formativa che coinvolgerà, in questa prima fase sperimentale (due anni), le quarte e le quinte delle scuole primarie piacentine che decideranno di aderire, con la possibilità che in futuro la proposta possa estendersi alle scuole di grado superiore con l’utilizzo di ulteriori spazi.

Si inizia con una ventina di classi

Attualmente l’idea è quella di coinvolgere in tutto una ventina di classi per il primo anno. Il progetto, a cui ha lavorato in questi mesi l’assessore alla Scuola Mario Dadati, è arrivato oggi a una fase decisiva: nel pomeriggio la Giunta comunale ha approvato gli accordi per l’utilizzo gratuito di spazi all’interno della Ricci Oddi e di XNL per il prossimo anno scolastico (2023-2024) con l’intenzione di proseguire nel successivo anno scolastico 2024-2025. Via libera quindi alla fase operativa del progetto che prevede la selezione di un soggetto attuatore specializzato e lo stanziamento da parte del Comune di 117mila euro per i due anni di sperimentazione.

“La nostra intenzione – spiega l’assessore Mario Dadati – è quella di dare attuazione alle linee di mandato tramite azioni che integrino il sistema scolastico cittadino con altre realtà del territorio allo scopo di rendere le nostre scuole più accoglienti e l’offerta formativa più ampia, migliore. Ed è proprio in questo ambito che rientrano anche attività didattiche innovative da attuarsi in luoghi alternativi rispetto alle aule scolastiche”.

Il progetto

Un progetto, FATA, che si ispira all’esperienza positiva di “scuola diffusa” avviata dal Comune di Reggio Emilia in periodo Covid: utilizzare spazi alternativi alle aule scolastiche per poter limitare al minimo la didattica a distanza consentendo agli alunni di seguire le lezioni in presenza. Da quell’iniziativa è nata l’idea di un progetto che andasse oltre l’emergenza sanitaria e proseguisse quella “formula” integrandola nell’offerta formativa.

“Dare alle ragazze e ai ragazzi delle nostre scuole primarie la possibilità di imparare vivendo spazi diversi dalle aule  – spiega l’assessore Dadati – è qualcosa di prezioso, qualcosa che potrà arricchire la loro esperienza grazie alla collaborazione di personale specializzato che insieme agli insegnanti e agli operatori delle due realtà d’eccezione che hanno accolto la nostra proposta, Ricci Oddi e Fondazione che ringrazio di cuore, si occuperà di stimolare il loro interesse, la loro passione e la loro curiosità”. 

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