Anche il poeta piacentino Stefano Torre protagonista dell’evento Book City alla Cattolica di Milano

Anche il poeta Piacentino Stefano Torre alla manifestazione presso l’università cattolica di Milano

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Si è celebrato lo scorso venerdì 19 novembre, nell’ambito della manifestazione BOOK CITY all’università Cattolica di Milano, l’undicesimo anno del Realismo Terminale, alla presenza del fondatore, GUIDO OLDANI, recente candidato al Nobel per la letteratura, e di GIUSEPPE LANGELLA, docente di Letteratura Moderna e Contemporanea nonché storico e teorico del movimento.

L’incontro ADESSO, DOPO L’OCCIDENTE era  ispirato alla lettera di Guido Oldani al Realismo Terminale intitolata, appunto, Dopo l’Occidente, pubblicata da Mursia in occasione del decennale del movimento.

Erano presenti anche numerosi poeti ed artisti legati al Realismo Terminale, da GAETANO GRILLO a BRUNIVO BUTTARELLI, entrambi artisti visuali, e molti poeti, da TANIA DI MALTA a STEFANO TORRE, passando per IGOR COSTANZO, FRANCESCO SAINATO, EMANUELA GELMINI, PINO CANTA ed ANNACHIARA MARENGONI.

In collegamento telematico il contributo di ALESSANDRO CARRERA, professore presso l’Università di Houston; era presente anche la giovane poetessa trentina CAMILLA SOMMADOSSI.

Particolarmente apprezzata ed applaudita è stata la fotografa e poetessa genovese ALESSANDRA ALEX VINOTTO, entrata a far parte del movimento Realista Terminale da pochi mesi e che nella occasione ha parlato del proprio lavoro, presentando alcune fotografie rielaborate artisticamente in modo da rappresentare l’accatastamento tipico della poetica RT e l’inversione delle similitudini tra oggetto e soggetto.

STEFANO TORRE L’UOMO BIONICO

Il Piacentino Stefano Torre è stato presentato alla platea da Guido Oldani che ha annunciato un happening che lo vedrà protagonista il prossimo 16 dicembre 2021 alla LIBRERIA BOCCA, in Galleria a Milano, dove verrà esposto in vetrina, dalle ore 17, l’ora della corrida, come uomo Realista Terminale, ovvero come opera d’arte Realista Terminale vivente.

Torre infatti, ha ricordato Oldani, appartiene a una dinastia cibernetica, con i suoi microchip impiantati nel cervello e la sua dotazione di computer dislocati in varie parti del corpo ed a quelli collegati.

È uomo bionico, in parte robotico, ma resistente nella sua dimensione umana, il che gli consente di poter essere un poeta e di poter continuare a guardare il mondo con occhi ancora umani.

Torre, che è una vera e propria opera d’arte Realista Terminale vivente, sarà il regalo da parte del Realismo Terminale alla città di Milano, così ha detto Oldani, e in occasione della sua esposizione in vetrina il movimento inizierà a raccogliere i contributi poetici per la scrittura della poesia più lunga del mondo.

LA POESIA PIÙ LUNGA DEL MONDO

Ognuno potrà contribuire con un verso, scrivendo il proprio nome e la propria città di origine accanto a quello. Potrà leggere solamente i tre versi che lo precedono e non potrà scrivere più di venti sillabe.

Dopo Milano, i contributi saranno raccolti in altre città italiane e straniere, in modo da poter coinvolgere più persone possibili.

Alla fine ne risulterà un’opera di accasamento sostanzialmente Realista Terminale che entrerà di diritto a far parte del GUINNES DEI PRIMATI, che a voler ben vedere è, da quando fu pubblicato per la prima volta nel 1955, la più alta raffigurazione della contemporaneità, della quale rappresenta una sorta di quint’essenza della sua oggettivizzazione, ovvero la sostanza di cui si alimentano i Realisti Terminali.

DISTOPIA E NICHILISMO

Stefano Torre, nell’ambito della manifestazione ha letto anche alcune poesie significative della sua opera poetica incentrata sulla raffigurazione di una distopia intrisa di nichilismo, dalla quale è difficile ma non impossibile uscire.

Tra queste una è dedicata ai recentissimi fatti accaduti al confine tra Polonia e Bielorussia sul quale premono masse di migranti con l’illusione di poter entrare in un mondo migliore che nella realtà è il regno del nichilismo e della realtà distopica, nel quale l’equivalenza tra tutto e niente trova la possibilità di esistere.

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