Politica

Tagliaferri (FdI): “Tre mesi per un accesso agli atti, la Regione non scarichi le responsabilità sui dipendenti”

«Circa tre mesi per ottenere la risposta a una richiesta di accesso agli atti presentata nell’esercizio delle prerogative di un consigliere regionale. Dopo le motivazioni che mi sono state formalmente rappresentate, la questione non può essere archiviata come una semplice necessità tecnica: occorre capire se l’organizzazione e il coordinamento della struttura siano adeguati alle funzioni che deve svolgere».

Lo afferma Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, tornando sul differimento all’11 dicembre 2026 del riscontro alla richiesta di accesso agli atti relativa all’attività del Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale.

LA NOTA DI TAGLIAFERRI

Nella risposta inviata a Tagliaferri, la Direzione generale dell’Assemblea legislativa e il Settore Diritti dei cittadini hanno motivato il termine richiamando la quantità e l’eterogeneità dei dati e dei documenti richiesti, la necessità di reperire e verificare informazioni relative a più annualità, gli adempimenti in materia di protezione dei dati personali, il necessario coinvolgimento del Garante e il contemporaneo svolgimento delle ulteriori attività istituzionali del Settore.

La stessa risposta precisa inoltre che le tre richieste di accesso presentate da Tagliaferri comprendono complessivamente 78 distinti quesiti e conferma che il termine dell’11 dicembre non verrà modificato, pur aprendo alla possibilità di una trasmissione progressiva della documentazione via via disponibile e verificata.

«Non contesto che una richiesta articolata possa richiedere più tempo del termine ordinario previsto dal Regolamento – precisa Tagliaferri –. Ma tra un termine ordinario molto breve e circa tre mesi c’è una distanza che merita una spiegazione anche sotto il profilo organizzativo. Tanto più quando sono gli stessi uffici a richiamare, tra le ragioni del differimento, il carico delle attività ordinarie e la necessità di conciliarle con questa istruttoria».

Per Tagliaferri, tuttavia, deve essere evitato qualsiasi equivoco sulle professionalità presenti nella struttura

«Una cosa deve essere chiarissima: non permetterò che questa vicenda venga scaricata sui dipendenti e sulle professionalità che quotidianamente lavorano negli uffici. Ci sono competenze ed esperienze importanti e sarebbe profondamente ingiusto trasformare una questione di tempi, organizzazione e coordinamento in un giudizio sulla qualità del loro lavoro».

«Anzi – prosegue il consigliere – proprio la presenza di professionalità qualificate rende ancora più necessaria una domanda: quelle competenze sono organizzate, coordinate e utilizzate nel modo più efficace? La distribuzione dei compiti è adeguata? Gli uffici sono messi nelle condizioni di rispondere tempestivamente sia alle attività ordinarie sia alle prerogative conoscitive dei consiglieri?».

«Non cerco capri espiatori tra chi materialmente svolge il lavoro. Il tema riguarda le responsabilità organizzative e di coordinamento e va affrontato a quel livello. Se, per contemperare attività ordinarie, supporto agli organi e agli Istituti di garanzia, procedimenti amministrativi, verifiche sulla privacy e istruttoria di un accesso, viene ritenuto oggettivamente necessario un termine di circa tre mesi, allora è legittimo verificare se il modello organizzativo, la distribuzione dei carichi e l’utilizzo delle professionalità disponibili siano adeguati».

La richiesta di Tagliaferri

Tagliaferri ha quindi formalmente chiesto che venga data concreta attuazione alla possibilità prospettata dagli stessi uffici di procedere alla trasmissione progressiva degli atti, senza attendere l’11 dicembre per la documentazione già disponibile e verificata.

«C’è poi un ulteriore elemento – aggiunge –. La Direzione generale afferma che l’istruttoria richiede necessariamente il coinvolgimento del Garante. L’attuale Garante, Roberto Cavalieri, è stato eletto nel 2022 per un mandato quinquennale. Anche per questo è importante che la documentazione arrivi con tempestività, lasciando uno spazio effettivo per eventuali chiarimenti e approfondimenti relativi all’attività svolta durante il mandato».

«Ho preso atto che il termine finale non verrà modificato – conclude Tagliaferri – ma questo non chiude la questione. Prima arrivino gli atti disponibili. Poi, sulla base dei documenti e non delle supposizioni, verificheremo se il problema riguardi risorse, organizzazione, coordinamento, distribuzione dei carichi o utilizzo delle professionalità esistenti. Una cosa, però, deve essere chiara fin da ora: eventuali criticità organizzative non possono essere fatte ricadere su chi lavora negli uffici senza avere la responsabilità delle scelte organizzative».

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