«Sulle piccole scuole della montagna piacentina occorre passare dalle dichiarazioni di principio ai numeri. Per questo ho presentato un accesso agli atti alla Regione chiedendo una fotografia completa, Comune per Comune e plesso per plesso, della situazione dell’Appennino piacentino».
Lo afferma Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, dopo che anche il Consiglio provinciale di Piacenza è tornato a porre l’attenzione sulla salvaguardia dei presidi scolastici nei territori montani.
«Una scuola in montagna – sottolinea Tagliaferri – non può essere valutata soltanto attraverso una colonna di numeri. Significa servizi per le famiglie, possibilità per i giovani di rimanere sul territorio e, in molti casi, sopravvivenza stessa di una comunità. La Regione dispone di strumenti propri per sostenere il diritto allo studio, le pluriclassi, il trasporto scolastico e la qualificazione dell’offerta educativa. Vogliamo quindi capire come questi strumenti stiano concretamente funzionando nel Piacentino».
L’accesso agli atti chiede alla Regione i dati relativi agli anni scolastici dal 2023/2024 al 2026/2027, con l’indicazione dei plessi presenti nei Comuni montani piacentini, degli studenti iscritti e delle eventuali pluriclassi.
Tagliaferri chiede inoltre l’elenco delle candidature presentate dagli enti piacentini alle misure regionali dedicate alle pluriclassi, gli importi richiesti e concessi, ma anche le eventuali domande non ammesse, non finanziate o finanziate solo parzialmente, con le relative motivazioni.
«Questo è un passaggio fondamentale – prosegue il consigliere regionale – perché conoscere soltanto chi ha ottenuto un contributo non basta. Dobbiamo sapere se esistano territori che hanno manifestato un bisogno senza trovare piena copertura e, soprattutto, se vi siano esigenze della montagna piacentina che gli attuali strumenti regionali non riescono ancora a intercettare».
L’accesso riguarda anche le risorse destinate al trasporto scolastico, con la richiesta di evidenziare le quote riferibili ai territori montani, oltre a eventuali monitoraggi, ricognizioni dei fabbisogni, segnalazioni provenienti dagli enti locali, Patti di comunità e documenti regionali di programmazione per gli anni successivi al 2026/2027.
«Il punto non è mettere un Comune contro l’altro e neppure discutere in astratto di scuola di montagna. Vogliamo costruire una vera mappa del sistema scolastico dell’Appennino piacentino: dove sono i plessi, quanti ragazzi li frequentano, dove esistono pluriclassi, quali risorse arrivano e dove invece rimangono bisogni da soddisfare».
«La montagna – conclude Tagliaferri – non si difende con una fotografia davanti a un panorama e una frase sulle aree interne. Si difende facendo in modo che una famiglia possa continuare a viverci, e per farlo servono una scuola raggiungibile, servizi funzionanti e risorse adeguate. Adesso chiediamo alla Regione di metterci davanti i numeri: poi capiremo quanto alle parole corrispondano i fatti».
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