Tamponi irregolari nel parcheggio del supermarket per fornire green pass non validi, nei guai anche una 59enne piacentina

Scende dal treno, Frode fiscale

Eseguivano tamponi antigenici per ottenere il green pass, ma senza averne il titolo e quindi in modo irregolare, privi dei permessi necessari e in una regione diversa da quella in cui potevano operare.

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Un’infermiera di 45 anni della provincia di Cuneo, una complice di Piacenza e un medico della provincia di Cremona sono stati denunciati ad Albenga, in provincia di Savona.

La guardia di finanza li ha sorpresi nel parcheggio di un centro commerciale mentre effettuavano test rapidi anti-Covid facendo pagare una somma di 13,50 euro l’uno.

Le indagini hanno appurato che l’infermiera operava anche in totale violazione delle norme che tutelano la privacy ed il trattamento dei dati personali. La donna, infatti, omettendo di rilasciare la prevista informativa, raccoglieva i dati sensibili dei soggetti che effettuavano il tampone e li trasmetteva alla propria assistente, una donna piacentina di 59 anni, che li processava senza averne titolo.

Secondo le ipotesi di accusa i due, sprovvisti dei necessari permessi comunali, offrivano un servizio per ottenere i green pass in condizioni non idonee e in una regione diversa da quella dove potevano farlo.

Il medico, in particolare, forniva gli accessi elettronici per registrare i tamponi effettuati ma, secondo l’accusa dei finanzieri non avrebbe potuto farlo perché i test erano effettuati in una regione diversa da quella nella quale erano previsti.

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