Politica

Sanità, Tagliaferri (FdI): “Telemedicina ferma a Piacenza, dati insufficienti e forti ritardi sull’applicazione”

«I dati sulla telemedicina della nostra provincia sono un campanello d’allarme che non può essere ignorato». Lo dichiara il consigliere regionale Giancarlo Tagliaferri (Fratelli d’Italia), dopo l’analisi dei flussi regionali relativi a telecontrollo e televisite nel triennio 2022-2024.

«Nel telecontrollo territoriale – cioè il monitoraggio a distanza dei pazienti fragili o cronici da parte del medico di riferimento – AUSL Piacenza risulta a prestazioni pari a zero nel triennio. Un dato evidente e documentato. In un settore dove il PNRR – Missione 6 Salute – ha investito risorse ingenti, non può esistere uno “zero assoluto”. Significa che la rete territoriale non è stata attivata.»

Per quanto riguarda il telecontrollo ospedaliero, la situazione è disomogenea: cardiologia registra numeri significativi, con diverse migliaia di prestazioni nei semestri più recenti, mentre altre specialità – come recupero e riabilitazione funzionale, oculistica e molte altre – restano ferme su volumi molto bassi, non confrontabili con i fabbisogni territoriali.

Critica anche la situazione delle televisite, ovvero le visite da remoto tramite piattaforma certificata: solo geriatria mostra un picco iniziale (151 prestazioni in un semestre), poi in calo, in diverse specialità – come terapia del dolore, pneumologia ed endocrinologia – i numeri risultano nulli nell’ultimo semestre rilevato.

«Il dato è ancora più evidente – continua Tagliaferri – se confrontato con altre province dell’Emilia-Romagna, dove nello stesso periodo sono state effettuate migliaia di teleprestazioni, in particolare a Bologna e Reggio Emilia, che hanno strutturato percorsi organizzativi dedicati. Ciò dimostra che il problema non è il sistema regionale in sé, ma la gestione locale.»

«Telemedicina non significa “tecnologia”, significa presa in carico, continuità assistenziale, riduzione degli accessi e contrastare le liste d’attesa. Se la telemedicina non parte, le liste d’attesa non si riducono, e il territorio resta senza uno strumento fondamentale di supporto ai pazienti fragili, alle famiglie e alla medicina di prossimità.»

Per questo Tagliaferri chiede alla Regione:

  • di chiarire le cause dei ritardi nell’attivazione dei servizi a Piacenza,
  • quali risorse PNRR siano state già utilizzate dall’Azienda,
  • quali azioni correttive immediate siano previste.

«Piacenza non può essere la provincia che arriva sempre dopo. Il territorio merita lo stesso livello di servizi sanitari del resto della Regione. Chiediamo risposte puntuali, cronoprogrammi chiari e responsabilità operative definite.»

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