Il 30 aprile scorso si è tenuta l’assemblea elettiva del Consorzio agrario Terrepadane, che ha proceduto al rinnovo del Consiglio di Amministrazione, eleggendo i consiglieri Ernesto Besozzi, Vittorio Castagnola, Giampiero Cremonesi, Marco Crotti, Agostino Fioruzzi, Gian Paolo Gentili, Umberto Gorra, Matteo Mazzocchi, Francesco Pacchiarini, Stefano Repetti, Filippo Ronda e il Collegio sindacale costituito da Andrea Masini (presidente), Franco Egalini, Luigi Anceschi.
Per il presidente Marco Crotti è l’occasione per fare il punto, soprattutto dopo le traversie giudiziarie e la questione commissariamento.
“Punterò a dare continuità alle scelte fatte, continuità nell’impegno a dare servizio ai nostri soci, ai nostri agricoltori, ma soprattutto dobbiamo puntare sempre più sull’innovazione, perché è quello che il mondo agricolo ci chiede, quello di cui c’è bisogno. Perché per superare le difficoltà del momento dobbiamo innovare.
È il passato. Diciamo che le questioni giudiziarie riguardano il mandato scorso, noi finalmente siamo liberi di poter lavorare e oggi abbiamo delle emergenze che sono oggettivamente più difficili da governare, come in quale dell’energia, perché oggi noi stiamo lavorando con un prezzo del gasolio agricolo che costa il doppio rispetto a un anno fa e questo sta gravando pesantemente sulle imprese. Perché poi i prezzi dei prodotti come latte, cereali, pomodoro, sono calati.
“Il tema dei concimi è un tema molto serio, perché tutte le volte che c’è una guerra scopriamo che siamo dipendenti dall’importazione di materie prime da altri paesi e quindi automaticamente prezzi, speculazione fanno il botto. Noi stiamo lavorando con l’università, per cercare di trovare soluzioni per poter produrre ma con meno dipendenza dalla chimica, perché la tecnologia ci sta offrendo delle opportunità che dobbiamo riuscire a portare in campo”.
“Ci preoccupano eccome. Perché noi alla fine non siamo un’azienda agricola, ma il nostro successo dipende dall’andamento dell’azienda agricola, siamo legati a doppio filo. Siamo molto preoccupati perché vediamo difficoltà: quindi un tema su cui stiamo investendo è anche la formazione dei giovani agricoltori, abbiamo creato un’accademy proprio per aiutare i giovani ad avere una formazione specifica per il mondo agricolo”.
Resta Marco Crotti, imprenditore agricolo di Cortemaggiore – Piacenza, titolare di una storica azienda agricola specializzata nella produzione di pomodoro da industria al timone del Consorzio Agraria Terrepadane: al suo fianco il Consiglio rinnovato lo scorso 30 aprile, eletto vicepresidente Umberto Gorra, imprenditore agricolo di Alseno, titolare di alcune aziende agricole ad indirizzo prevalentemente orticolo – industriale e presidente di Confagricoltura Piacenza.
Matteo Mazzocchi, imprenditore agricolo di Borgonovo, titolare di un’azienda zootecnica da latte,
ha avuto invece attribuita una delega specifica per la gestione del settore zootecnico. Le elezioni sono avvenute per acclamazione in un clima di grande condivisione:
“Accetto questo mandato – ha spiegato il neo presidente ieri in conferenza stampa – del quale sento tutta la responsabilità; nel segno del consolidamento, ma anche del cambiamento, perché sono consapevole che il futuro ci riserva sfide enormi con mutamenti ancora più profondi di quelli ai quali abbiamo assistito negli ultimi 50 anni: la crescente diffusione su larga scala delle tecnologie, partendo dall’intelligenza artificiale, alla robotica, rivoluzioneranno tantissimo il modo di fare agricoltura. Un cambiamento che impatterà positivamente sulla realtà del settore primario, per tante ragioni: per il ruolo dell’agricoltore, per l’impatto ambientale e per la responsabilità sociale>. Uno scenario nel quale – ha chiarito il neo – presidente – il ruolo del Consorzio agrario dovrà sapersi evolvere, interpretando le nuove esigenze. Indubbiamente l’intelligenza artificiale impatterà in modo importante su molti aspetti (monitoraggio, assistenza, difesa delle colture, altri servizi…) e richiederà l’adozione di nuovi strumenti e nuovi linguaggi”.
Anche il vicepresidente Umberto Gorra sottolinea come le aziende agricole stiano affrontando una fase molto complessa, in quanto devono aumentare efficienza e capacità produttiva contenendo i costi e utilizzando in modo sempre più razionale i mezzi tecnici; il che significa investire in innovazione, agricoltura di precisione, meccanizzazione evoluta e organizzazione aziendale.
“In un contesto così vivace – aggiunge Gorra – il Consorzio oggi è anche un incubatore di progetti pilota che superata la fase di start- up, possono essere messi a valore comune dalle aziende associate: un percorso in cui fanno capolino anche sfide nuove, come le applicazioni dell’intelligenza artificiale in campo e in azienda, oppure la fornitura di strumenti finanziari e assicurativi per poter gestire le turbolenze, siano esse conseguenti l’instabilità geopolitica o causate da eventi estremi in campo”.
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