Terrorismo islamico, caccia al jihadista che viveva a Piacenza

Aggressioni a sfondo razziale
Polizia

AGGIORNAMENTO – Emergono nuovi dettagli sull’inquietante vicenda del blitz contro il terrorismo islamico messo in atto questa notte dalla polizia, coordinato dalla procura dell’Aquila e che ha portato all’arresto di Issam Elsayed Elsayed Shalabi Abouelamayem, ritenuto affiliato all’Isis e per ciò accusato di associazione con finalità di terrorismo internazionale e istigazione e apologia del terrorismo. Nel corso di più conversazioni con due sue connazionali, entrambi indagati, spiegava di essere di fatto un ”lupo solitario” disponibile a ”combattere” e a ”fare la guerra”, facendo anche intendere di aver ricevuto un addestramento militare.

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Come detto, però, le forze dell’ordine hanno perquisito anche un’abitazione nella zona di via Manfredi nel tentativo di arrestare un altro egiziano di 23 anni. Quest’ultimo, infatti, risulta indagato per il reato di terrorismo internazionale. C.P. E. A. I. A. A. (queste le iniziali del ricercato) è nato il 1 marzo 1995 in Egitto, risiedeva in via Mischi 16 con alcuni parenti e lavorava nella zona industriale: si trova attualmente all’estero e sono in corso ricerche finalizzate al suo rintraccio.

L’attività investigativa ha avuto inizio nel dicembre 2017, portando alla luce la presenza di un ristretto gruppo di cittadini egiziani, composto da tre persone, fortemente radicalizzati, con dichiarati sentimenti di odio nei confronti dell’occidente, che ha nello SHALABI la sua figura carismatica. All’inizio delle indigini quest’ultimo risiedeva a Colonnella, in provincia di Teramo, come dipendente della azienda che aveva in appalto le pulizie del Mc Donald’s ubicato in quel centro; dal 20 giugno SHALABI si era trasferito a Cuneo, mantenendo le stesse mansioni lavorative, mentre dal primo agosto il cittadino egiziano si era trasferito a Milano, dove aveva trovato lavoro, in nero, presso una azienda per la bitumazione stradale, cambiando per ben 4 volte il suo domicilio, come rilevato nel corso dei costanti e continuativi servizi di osservazione statica e pedinamento dinamico svolti, continuativamente nell’arco delle 24 ore, da personale specializzato della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione/U.C.I.G.O.S.

Le intercettazioni telefoniche: “Perché io voglio che la legge di Allah copra tutta la terra”

blankDalle attività di captazione, telefoniche e telematiche svolte sul suo conto, sono stati recuperati numerosissimi file audio, molti dei quali con il logo della famosa rivista dell’Isis “Dabiq, ascoltati di continuo dallo SHALABI, in una sorta di costante brain washing, contenenti inni jihadisti e sermoni di Iman radicali, propugnatori di odio nei confronti del mondo occidentale, sostenitori del compimento di atti di martirio in nome di Allah e della necessità di combattere l’occidente anche con attentati nei confronti di popolazione civile. Lo stesso SHALABI, infatti, in una conversazione, si dichiara pronto e disponibile a combattere ed a fare la guerra:

SHALABI “Sì, io mi auguro di andare lì ma ancora non è arrivato il momento”.

Interlocutore: Tu vai a fare la guerra insieme a loro? (fa riferimento allo Stato Islamico ndt)

SHALABI: “Sì, arriverà il momento in cui andrò a fare la guerra insieme a loro”.

E’ lo stesso SHALABI, inoltre, che fa riferimento alla possibilità di compiere azioni violente per colpire l’occidente e diffondere la Sharia:

SHALABI:….. “Se hai intenzione di fare una operazione jihadista (intesa come operazione volta a sacrificare la propria vita in nome di Allah, ndt), puoi chiederlo e stare anche un anno in attesa, potrebbero anche non chiamarti. Io conosco persone che hanno fatto domanda”.

Da una intercettazione telefonica del 1^ luglio si evince, inoltre, che lo SHALABI è perfettamente a conoscenza della esistenza di altri individui che avrebbero manifestato analogo interesse. Egli infatti afferma:

SHALABI: …ognuno di noi (dello stato islamico) si muove per conto proprio, ognuno di noi ha capito il concetto di battaglia il significato del bene e del male, ognuno percorre la via più conveniente (…)”.

Interlocutore: “Perché stai a fare tutto questo casino andando contro tutti”?

Issam: “Perché io voglio che la legge di Allah copra tutta la terra”

 

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Blitz contro il terrorismo islamico, perquisizioni anche a Piacenza. Parliamo dlel’operazione che ha permesso alla polizia di arrestare a Milano quello che è stato definito un “lupo solitario” organico dell’Isis. Si tratta di un egiziano di 22 anni bloccato in piena notte dagli uomini del Nocs. Il provvedimento di custodia cautelare è stato emesso dal Gip de L’Aquila, città da dove è partita l’indagine: l’accusa ipotizzata è associazione con finalità di terrorismo internazionale e istigazione e apologia del terrorismo.

“Sono pronto a combattere e a fare la guerra”. E’ quanto hanno sentito dire al 22enne egiziano gli investigatori della Polizia che da tempo lo tenevano sotto intercettazione. Gli approfondimenti investigativi hanno inoltre consentito di accertare la sua pericolosità: lui stesso si definiva con gli altri indagati un “lupo solitario” e si vantava di aver ricevuto un addestramento militare molto approfondito. Il giovane, inoltre, avrebbe avuto un ruolo di primo piano nella macchina della propaganda dell’Isis.

A Piacenza, in particolare, gli agenti della Digos hanno perquisito un appartamento nella zona di via Manfredi: lì, infatti, gli inquirenti sospettavano potesse abitare un uomo, anche lui egiziano, indagato per terrorismo internazionale e al momento irreperibile.

Oltre all’arrestato, risultano indagati altri due connazionali di 22 e 23 anni, amici dell’uomo finito in manette.

Terrorismo islamico

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