TorreSindaco nella canzone del rapper Diwi Dog, “Torre Alto livello”

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L’associazione #Torresindaco è lieta di annunciare l’uscita di un brano rap ispirato alla avventura del “candidato bionico” Stefano Torre, che ha ottenuto circa il 4 percento dei voti nell’ultima tornata elettorale nel Comune di Piacenza. Oggi è stato infatti pubblicato sul web il brano che il cantautore Diwi Dog ha dedicato a #TorreSindaco. Il pezzo racconta il personaggio di TorreSindaco: la critica alla classe politica corrotta, amorale e distante dai problemi dei cittadini che dovrebbe rappresentare e trovare per loro soluzioni.

Al contempo esprime la rabbia, lo sdegno, il senso di oppressione dei giovani incerti sul loro futuro buio e soffocati dal loro presente. E infine, la speranza malgrado tutto, ultima fragile fiamma alimentata dal desiderio di futuro e, nel contempo, dal rancore verso “questo mondo” che “fa schifo”: “Credo nel mio futuro quindi mi do da fare, pensa bene anche tu al tuo quando andrai a votare”.

E in questa ultima citazione si scorge il messaggio civico: la rivoluzione del cambiamento passa per la cabina elettorale. E allora ecco il voto a Torre: il voto della protesta, il voto contro non già certe idee, ma contro un certo modo di fare politica: falso, ipocrita, avaloriale e basato esclusivamente su ciò che viene chiamato pragmatismo, insensibile, cinico e demagogico.

Torre è il contrario del Politico che è freddamente calcolatore, apparentemente imperscrutabile ma perfettamente rispondente a logiche occulte, a informazioni nascoste alla popolazione, a interessi privati, veleno dei cittadini, giogo dell’economia, paladino del pensiero unico e del conformismo.

Uno spezzone del testo è molto significativo: “Ho molto da dimostrare, e questo mondo fa schifo, le ali mi vuoi tappare, invece il volo io spicco.”

L’autore ed interprete del brano, Diwi Dog, è un noto Rapper piacentino attivo da qualche anno ed autore di brani apprezzati come NIKE e SAKE’.

«Per me Torre rappresenta una specie di super eroe», racconta DIWI, «un uomo che ha saputo ribellarsi alla crudeltà della vita ed ergersi per buttare letteralmente la verità in faccia ai politici. In un mondo nel quale la menzogna è un’ abitudine della politica, Torre è riuscito a rivelare la verità, a fare proposte più credibili di quelle degli altri, proprio perché erano incredibili. Ha in qualche modo generato un corto circuito con effetti bellissimi da vedere quasi che fossero fuochi d’artificio».

«L’idea di dedicargli un pezzo mi è venuta subito, la prima volta che ho visto un video di un suo comizio, poi mi è capitato di incontrarlo e scoprire che l’uomo Torre addirittura supera per grandezza il personaggio Torre Sindaco. Ma è una grandezza effimera e non monetizzabile, voglio dire che Torre, alla fine, morirà povero».

«Non solo è un punto di riferimento come persona ma anche come uomo politico perché ho ambizioni grandi e voglio diventare senatore con il movimento di Torre Presidente, ci credo e ci tengo».

Il video che accompagna il brano e che coinvolge Torre è stato girato a Bettola con la regia di Alex Koci.

«Lo abbiamo girato in un giorno nel quale pioveva», spiega il videomaker, «non è stato facilissimo riprodurre le emozioni che si volevano trasmettere. Abbiamo ambientato le scene in una sorta di Telegiornale o talk show, con Torre sprofondato su una poltrona old style di pelle e abbiamo giocato soprattutto di green screen per raccontare le incredibili proposte di Torre, dalla Tour Eiffel al vulcano».

Dal canto suo Torre afferma di non aver interferito nel testo della canzone: «Ci mancherebbe solo che avessi la pretesa di mettere la mia mano in una cosa che non capisco a fondo perché appartiene ad una generazione diversa dalla mia. E’ giusto che la canzone sia stata scritta senza il mio contributo, in modo da rappresentare davvero il sentimento di una generazione oppressa e privata di speranza».

«L’essermi ritrovato parte di una canzone rap e l’essere stato coinvolto sia in studio di registrazione, cosa che non mi era mai capitata, sia nelle riprese del video, è stata una esperienza fantastica, che ho vissuto come un vero e proprio regalo che mi ha fatto la vita».

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