La Filt Cgil di Piacenza interviene nel dibattito sul futuro del trasporto pubblico locale, ribadendo con chiarezza una posizione: arrivare nel più breve tempo possibile alla costituzione di un’azienda unica regionale rappresenta oggi la scelta più solida per garantire qualità del servizio, tutela del lavoro e capacità di governo pubblico.
Un percorso che deve vedere anche il territorio piacentino adeguatamente rappresentato nella futura governance, ma senza trasformare il tema della rappresentanza in un ostacolo pregiudiziale. Pensare di avere lo stesso peso delle grandi realtà urbane non è realistico, ma è invece fondamentale esserci e contare dentro un progetto regionale.
Il punto dirimente è un altro: evitare la messa a gara del servizio di trasporto pubblico locale, prevista già entro quest’anno. In caso di gara, il rischio concreto è che l’attuale gestore non sia in grado di competere e che il servizio finisca nelle mani di grandi player europei, come già avvenuto in altre regioni. Esperienze che hanno prodotto effetti problematici sia sul piano occupazionale sia sulla qualità del servizio.
Non si tratta di un’ipotesi astratta. Già in passato, nel 2009, a Modena si è sperimentata la gestione da parte di una multinazionale del trasporto pubblico: una fase che si è chiusa solo attraverso una complessa e onerosa operazione di uscita, con costi economici rilevanti per il sistema pubblico.
Se si imboccasse la strada della gara e questa venisse vinta da un soggetto privato, Piacenza perderebbe ogni reale capacità di indirizzo. Anche con un bando formalmente ben costruito, sarebbe poi difficile far rispettare nel tempo le scelte politiche e le esigenze del territorio. Altro che perdita di potere decisionale con l’azienda unica: il vero rischio è quello di non averne più alcuno.
Per questo la Filt Cgil considera non condivisibili le posizioni che mettono in discussione il percorso verso l’azienda unica regionale. Sorprende, in particolare, che oggi si sollevino timori rispetto a una presunta perdita di controllo pubblico, quando nel 2013 la Provincia di Piacenza – allora guidata dal presidente Massimo Trespidi con assessora Patrizia Barbieri – scelse di cedere le proprie quote attraverso gara, favorendo l’ingresso di altri soggetti nel capitale.
Una scelta che va ricordata per ciò che è stata: una dismissione di quote pubbliche che ha già inciso sugli equilibri del sistema. Per questo appare contraddittorio richiamare oggi il tema della difesa del controllo pubblico senza fare i conti con quelle decisioni.
La Filt Cgil di Piacenza ribadisce quindi la necessità di una scelta chiara e rapida: costruire un soggetto regionale forte, pubblico e integrato, in grado di evitare la frammentazione e di difendere il trasporto pubblico come servizio essenziale per cittadini e lavoratori.
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