Politica

Trasporto pubblico, Tagliaferri (FdI): “No a riforme calate dall’alto, Piacenza non sia periferia della mobilità regionale”

“Bene aprire il confronto sul futuro del trasporto pubblico, ma prima servono trasparenza, piano industriale, garanzie per lavoratori e utenti e risposte concrete alle criticità del territorio piacentino”

«Il trasporto pubblico locale non può essere considerato soltanto un insieme di autobus, treni e chilometri percorsi. È uno dei principali strumenti con cui una Regione garantisce pari opportunità ai propri cittadini, indipendentemente dal territorio in cui vivono. Per questo il confronto sul nuovo assetto del sistema regionale non può limitarsi ad aspetti organizzativi, ma deve partire dalle esigenze reali delle persone».

Lo afferma il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Giancarlo Tagliaferri, intervenuto oggi in Assemblea legislativa durante il dibattito sull’atto di indirizzo triennale relativo alla programmazione del trasporto pubblico locale.

«In questi mesi Fratelli d’Italia – ricorda Tagliaferri – ha affrontato questo tema con un intenso lavoro di approfondimento istituzionale, presentando interrogazioni, risoluzioni e richieste di accesso agli atti sulla prospettata azienda unica regionale, sulla situazione di SETA, sulle condizioni di lavoro degli autisti, sulla sicurezza del personale e sulla governance del sistema. Un lavoro che ci ha consentito di affrontare il dibattito con cognizione di causa e non sulla base di slogan.»

Secondo il consigliere piacentino, il punto centrale resta la necessità di evitare che eventuali processi di riorganizzazione si traducano in un allontanamento delle decisioni dai territori.

«Noi non siamo contrari alle riforme per principio. Ma una riforma così importante deve dimostrare di migliorare concretamente il servizio. Prima di modificare gli assetti occorre conoscere il piano industriale, il cronoprogramma, gli effetti sui singoli bacini provinciali e il ruolo che continueranno ad avere le Agenzie della mobilità e gli enti locali. La trasparenza deve precedere qualsiasi scelta.»

Tagliaferri richiama poi l’attenzione sulla situazione della provincia di Piacenza.

«Piacenza rappresenta uno dei territori nei quali il trasporto pubblico assume un valore ancora più strategico. La presenza di vaste aree montane e vallive, i collegamenti con Lombardia e Liguria, le esigenze dei pendolari, degli studenti e delle imprese rendono indispensabile un sistema efficiente e costruito sulle caratteristiche del territorio.»

Il consigliere di Fratelli d’Italia ricorda come negli ultimi mesi siano emerse numerose criticità che interessano il bacino piacentino.

«Abbiamo posto l’attenzione sulle condizioni del servizio SETA, sulla carenza di personale, sulla necessità di garantire maggiore sicurezza agli autisti, sulla qualità dei collegamenti e sulla necessità di assicurare servizi adeguati anche nelle aree interne. Sono temi che non possono essere affrontati soltanto con una diversa organizzazione societaria.»

Per Tagliaferri il futuro Piano regionale dei trasporti dovrà partire proprio da una diversa concezione del trasporto pubblico.

«La Regione stessa ha riconosciuto l’aumento delle fragilità demografiche e dello spopolamento delle aree interne. Se questa analisi è corretta, allora il trasporto pubblico deve diventare uno strumento di coesione territoriale e non essere valutato esclusivamente sulla base della redditività delle singole linee. Un autobus che collega una vallata dell’Appennino non rappresenta soltanto un costo: garantisce il diritto allo studio, al lavoro, alle cure e contribuisce a mantenere vive intere comunità.»

Infine, un richiamo alle risorse.

«Il sistema sta affrontando costi sempre più elevati, una cronica carenza di autisti e un Fondo nazionale dei trasporti che non cresce in misura sufficiente. È evidente che serviranno risorse adeguate, ma servirà soprattutto una programmazione costruita insieme ai territori, evitando decisioni centralistiche che rischiano di penalizzare le realtà periferiche.»

«Il giudizio finale dei cittadini – conclude Tagliaferri – non dipenderà dal numero delle riforme approvate, ma dalla puntualità di un autobus, dalla possibilità di raggiungere una scuola, un ospedale o il posto di lavoro. È su questo che saremo chiamati tutti a misurarci.»

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