Il Traversante Mirafiori è un’opera idraulica che venne realizzata nella seconda metà dell’Ottocento nei pressi di Mirafiori di Rivergaro secondo indicazione di Camillo Cavour, per derivare le acque di subalveo ad incremento delle portate superficiali già raccolte nelle prese a Rivergaro, Gossolengo e Gazzola, per le condotte piacentine di destra e sinistra Trebbia. A seguito dei regimi di piena del torrente, la galleria drenante subì rilevanti danni e il crollo della parte centrale della struttura nel 2009.
Con fondi PNRR il Consorzio di Bonifica di Piacenza, ente gestore dell’opera, ne ha completato la ristrutturazione. È invece rimasta tale quale a 160 anni fa, in quanto non danneggiata, la galleria che convoglia le acque nel Rio Comune di Destra.
Oggetto di studio, oggi, la galleria di adduzione delle acque nel Rio Comune di Destra. Alla base, una collaborazione tra il Consorzio di Bonifica, l’Università degli Studi di Brescia (Laboratorio 3DGeoLab del dipartimento DICATAM) e il Politecnico di Milano (Laboratorio 3DSurveyGroup del dipartimento ABC).
“Avremo modo di tracciare con precisione il posizionamento e lo sviluppo della galleria storica, oltre a valutarne lo stato conservativo e ottenerne una dettagliata riproduzione 3D” spiega Federica Marotta, ingegnere dell’ufficio progettazione del Consorzio e direttore operativo del cantiere della ristrutturazione del Traversante Mirafiori.
Il progetto è partito lo scorso ottobre con un primo rilievo topografico della galleria lunga oltre un chilometro e trecento metri, allo scopo di materializzare e misurare con precisione la posizione di alcuni punti fissi utilizzati come riferimenti (tecnicamente chiamati “target”) posizionati all’interno della galleria.
Ad accompagnare i docenti e i ricercatori accademici, una coppia di speleologi che sono tornati a Mirafiori a venticinque anni dalla prima ispezione: “A inizio anni 2000 fummo chiamati dal Consorzio per ispezionare l’intera galleria” interviene Mauro Chiesi. “Quel primo rilievo è oggi utilizzato per un controllo e un confronto”.
Alla preparazione in loco dell’area test, è seguita un’attività corposa , realizzata con l’impiego di strumenti in parte già a mercato e in parte solo brevettati.
“A ottobre dello scorso anno – prosegue il dottore Luca Perfetti dell’Università di Brescia – abbiamo portato a termine una complessa sessione di misurazione di punti fissi. In pratica, abbiamo realizzato una rete topografica, percorrendo la galleria secondo il flusso della corrente divisi in quattro squadre, che hanno lavorato in concerto tra tunnel e superficie. Impiegando un piombo laser di precisione, abbiamo trasportato in quota alcuni punti fissi in corrispondenza di pozzetti di collegamento al fine di georeferenziare la rete e consentirne il corretto posizionamento nei sistemi cartografici”.
A inizio febbraio, la seconda fase, quella più pionieristica, finalizzata all’ottenimento del rilievo tridimensionale della galleria e alla sperimentazione di tecnologie di rilievo innovative. Continua Luca Perfetti: “All’interno della galleria, abbiamo posizionato due strumenti di misura sopra a un galleggiante che abbiamo fatto scorrere a pelo di corrente per ottenere una serie di immagini e misurazioni laser scanner. In questo modo abbiamo ottenuto le nuvole di punti dalle quali ricaveremo il modello tridimensionale”. A rendere innovativo il rilievo, gli strumenti utilizzati, tra i quali un prototipo brevettato e non ancora a mercato. Nella pratica, uno strumento fotogrammetrico chiamato Ant3D, composto da un insieme di fotocamere, utile all’acquisizione digitale della condotta e che gli atenei stanno valutando come strumento di misura e ispezione autonoma di ambienti scarsamente accessibili.
Tra i docenti coinvolti, Francesco Fassi professore associato del Politecnico di Milano: “Lo strumento oggi testato è nato al Politecnico, all’interno del dottorato di Luca Perfetti, ora assegnista all’Università di Brescia”.
Conclude Luigi Bisi, presidente del Consorzio di Bonifica di Piacenza: “Una collaborazione proficua per la quale ringrazio le persone che vi hanno preso parte. Per gli atenei è importante poter testare nuovi strumenti in casi studio reali. Per il nostro ente è assolutamente utile avere un rilievo così accurato dell’opera irrigua più importante della Val Trebbia e alla quale oggi abbiamo ridato vita a beneficio del territorio”.
Il distretto irriguo del Trebbia ha una estensione complessiva di circa 23 mila ettari. La superficie irrigata è di circa 11,8 mila ettari di cui circa il 40% coltivato a mais, il 30% a pomodoro, il 12% a erba medica e il resto a orticole, prato e altre colture. Il Consorzio di Bonifica di Piacenza, per svolgere la propria funzione irrigua, utilizza le acque superficiali del Trebbia distribuendola in tre sotto-distretti telecontrollati.
Il Traversante Mirafiori è totalmente mascherato sotto il fondo dell’alveo e non comporta impatti sul territorio. Un’opera di cui beneficia il territorio, il settore agroalimentare e l’ambiente fluviale, visti il prelievo irriguo flessibile e modulabile, la misurazione puntuale del DMV e il superamento dell’attività di movimentazione della ghiaia nel Parco Regionale Fluviale del Trebbia. Gli interventi di ristrutturazione portati a termine, a oltre un secolo e mezzo dalla realizzazione dell’opera, comprendono: la demolizione e la ricostruzione della porzione di struttura gravemente danneggiata dalla piena del 2009; il recupero conservativo parziale della porzione esistente; la costruzione di una difesa spondale in sponda sinistra di circa 60 metri longitudinali in gabbioni metallici; la realizzazione di 10 nuovi cunicoli drenanti lunghi 50 metri ciascuno; la realizzazione di una nuova condotta e di manufatti di imbocco, deviazione e restituzione per la derivazione delle acque in sponda sinistra. L’intervento è finanziato dal MIT (con il PNRR) per € 8.753.200,00.
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