È scientificamente provato che i “punti di vista” di Andrea Amorini siano la lettura preferita da ogni tifoso del Piacenza Calcio.
C’è tutto il Piacenza di quest’anno nella vittoria di Treviglio, ma con alcune note positive in più, di cui parleremo tra poco. L’assenza di Ciuffo porta all’esordio dal primo minuto di Cabri; per il resto è la formazione che ci si aspetta, con D’Ago affiancato a Trombetta.
Passano appena 25 secondi e il Piace mette subito la freccia: lancio di Silva, sponda d’esterno di Trombetta per l’inserimento di D’Ago che con precisione infila il pallone nell’angolino. Il Piacenza pressa alto, trova spazi ovunque e il raddoppio arriva su uno splendido schema da calcio d’angolo: D’Ago finta il cross e serve rasoterra Poledri al limite, che calcia di prima intenzione e porta i biancorossi sul 2-0.
E non è finita: ancora Trombetta lancia D’Agostino che, da posizione defilata sulla sinistra nell’area piccola, con una finta clamorosa manda fuori tempo l’avversario e segna il 3-0. Un risultato netto, figlio di una superiorità evidente. Proprio da qui, però, il Piace comincia a rallentare, confermando un problema che questa squadra ha da inizio stagione: la difficoltà nel gestire il possesso. La Trevigliese avanza il baricentro e dimostra di poter creare pericoli.
Cominci a pensare che l’obiettivo debba essere quello di non subire gol — non succedeva dalla terza giornata — ma purtroppo, nell’unico minuto di recupero del primo tempo, incassiamo una rete a difesa schierata.
L’inizio della ripresa è il momento più difficile. Entra anche Pesenti per dare peso e centimetri all’attacco avversario. Ci salva una splendida parata di Ribero, che devia sulla traversa una punizione ben calciata da Montalbano; sull’azione successiva subiamo gol su cross e colpo di testa.
Ed è proprio qui che emerge una delle note positive della giornata: la squadra, per la prima volta, dimostra di saper gestire molto meglio il possesso, facendo correre a vuoto gli avversari, che di conseguenza creano pochissimo. Al contrario, il Piace costruisce diverse occasioni importanti che solo per imprecisione non si trasformano in gol. Una prova di gestione del pallone e del momento che in passato era mancata e che andrà confermata contro avversari più probanti, ma che ha lasciato sensazioni importanti.
La seconda nota positiva riguarda proprio il numero di occasioni create e la qualità del gioco palla a terra, mai così elevata in precedenza.
Capitolo mercato: nulla cambia. Il Piace ha bisogno come il pane di linfa nuova in attacco, ma da oggi possiamo considerare arruolato anche D’Agostino che, giocando più vicino alla porta, ha potuto sfruttare al meglio le sue qualità.
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