Quattro tentativi di truffa telefonica nel giro di mezz’ora, tutti con un comune denominatore: un sedicente carabiniere che contatta telefonicamente cittadini residenti nel territorio di Bettola (PC), cercando di allarmarli con la scusa di “gravi fatti” che li riguarderebbero, per poi tentare di carpire la loro fiducia e – potenzialmente – denaro o beni preziosi.
Gli episodi si sono verificati nel corso della tarda mattinata del 9 giugno e sono stati segnalati da cittadini attenti che, fortunatamente, non sono caduti nel tranello e hanno immediatamente contattato i veri Carabinieri.
Il primo caso è stato segnalato alle ore 11:15 da un anziano residente in località Tavrano. Un uomo, spacciandosi per carabiniere, ha invitato l’anziano a recarsi presso la Stazione dei Carabinieri di Farini – confondendo volutamente con quella di Bettola, parlando di non meglio precisate “situazioni gravi” a suo carico. Alla decisione dell’anziano di avvertire direttamente l’Arma, l’interlocutore ha interrotto la chiamata.
Pochi minuti dopo, alle 11:20, è toccato ad un residente della località Cordani, ricevere una chiamata simile: questa volta il pretesto era un’emergenza familiare riguardante la bisnonna. Quando il residente ha spiegato che la donna era deceduta e che avrebbe allertato le forze dell’ordine, la comunicazione si è chiusa bruscamente.
Alle 11:30 è stata una donna, residente in centro paese, a ricevere la stessa telefonata trappola: un sedicente carabiniere le intimava di recarsi immediatamente presso la caserma di Bettola per discutere di “fatti gravi” che la coinvolgerebbero. Anche lei, insospettita, ha subito contattato la caserma, evitando così il peggio.
Infine, alle 12:05, la stessa tecnica è stata utilizzata per tentare di truffare un’altra residente in località Rigolo: stavolta, lo sconosciuto sosteneva che il fratello della donna avesse investito una donna incinta e che servissero urgentemente contanti o oggetti in oro per pagare le cure mediche. La signora, dichiarando di non avere né denaro né oro, ha messo fine alla conversazione.
Tutti gli episodi sono stati tempestivamente segnalati attraverso il numero di emergenza 1-1-2. I militari della Stazione di Bettola hanno avviato le procedure necessarie per l’eventuale formalizzazione di denunce o querele.
Non è escluso che i quattro tentativi siano riconducibili allo stesso autore o gruppo di truffatori, vista la dinamica pressoché identica e il ristretto lasso temporale. I militari stanno acquisendo tutte le informazioni utili per le indagini.
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