C’è chi ha scelto di rimettersi in gioco, chi insegue da tempo il sogno di lavorare nel sociale e chi vede in questo percorso un’opportunità concreta per restare e costruire futuro nel proprio territorio. Sono quattordici le partecipanti che, proprio in questi giorni, hanno iniziato il corso per Operatore socio-sanitario organizzato dall’ente di formazione Tutor e promosso dall’Unione Montana Valli Trebbia e Luretta nell’ambito del progetto Custode Solidale.
L’iniziativa nasce grazie all’utilizzo di parte dei fondi stanziati dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano a sostegno del programma Custode Solidale, evoluzione del progetto Montagna Solidale. L’Unione Montana si fa promotrice del corso in collaborazione con Tutor, con l’obiettivo di formare figure professionali qualificate da destinare al servizio domiciliare.
L’Oss è infatti una figura indispensabile per portare avanti un progetto che mette al centro la persona, nel rispetto dei suoi bisogni. Attraverso un’assistenza domiciliare mirata, gli operatori garantiscono supporto, autonomia e benessere agli anziani, in particolare agli over 74 che vivono nelle frazioni dei comuni dell’Appennino piacentino, spesso in condizioni di isolamento.
Il percorso si svolge a Bobbio, nei locali messi a disposizione dall’amministrazione comunale, e prevede mille ore complessive di attività tra lezioni teoriche, esercitazioni pratiche e stage. Il tutto gestito dalla direttrice della sede piacentina di Tutor Benedetta Benzi e dal coordinatore Marcello Delli Antoni. La durata sarà di circa un anno e, al termine, previo superamento dell’esame finale, le partecipanti conseguiranno il certificato di qualifica professionale di Operatore socio-sanitario.
«Questo corso – commenta il presidente di Tutor Andrea Capellini – rappresenta per noi molto più di un’attività formativa: è una responsabilità verso il territorio. Formare operatori socio-sanitari significa preparare professionisti competenti, ma anche persone capaci di entrare in relazione, di ascoltare e di prendersi cura”.
«Abbiamo tante richieste di operatori qualificati nel settore socio-sanitario – evidenzia il Direttore Generale Mirco Potami– l’investimento nella formazione è la leva più efficace per far crescere il territorio, le imprese e le persone”.
“In un contesto come quello dell’Appennino, dove la prossimità fa la differenza, investire sulla formazione locale vuol dire creare opportunità di lavoro e allo stesso tempo rafforzare la rete di sostegno alle persone più fragili» conclude Lucia Mazzocchi, Responsabile Servizi Sociali dell’Unione.
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