In data 24 aprile 2025 si è svolto un incontro tra UGL Servizi e Merci e Amazon Italia Logistics, convocato a seguito della decisione dell’azienda di sospendere le relazioni con le RSU del sito di Castel San Giovanni. Decisione presa in conseguenza dell’apertura di uno stato di agitazione da parte di alcune sigle sindacali, dal quale però UGL_SLSM ha preso le distanze ritenendo non fondate le motivazioni cardine degli scioperi.
UGL Servizi Merci aveva contestato la decisione aziendale ritenendola lesiva delle proprie prerogative sindacali e chiesto il prosieguo delle normali relazioni in ragione della propria rappresentanza e dell’autonomia e libertà sindacale.
Si è pertanto attivato un tavolo territoriale che dovrà ritenersi periodico al fine di garantire il confronto sindacale.
Nel primo incontro UGL Servizi e Merci ha ribadito la propria posizione, sia come Federazione sia come parte della rappresentanza sindacale in seno alla RSU, in merito agli assorbimenti contrattuali in coerenza con gli accordi di armonizzazione firmati tra le parti solo pochi mesi fa.
UGL Servizi e Merci ha però richiesto che in occasione dei prossimi aumenti previsti dal rinnovo del contratto nazionale del lavoro applicato vi sia un preventivo confronto in grado di evitare equivoci di sorta; ha infine ribadito che le politiche retributive dell’azienda debbano abbandonare la strada della revisione annuali degli stipendi (che poteva avere senso in assenza di rinnovo dei contratto nazionale del lavoro e con limitate possibilità dei meccanismi di detassazione) ed avviarsi celermente verso un meccanismo che preveda una parte retributiva legata ad obiettivi ed agganciata alla normativa in materia di welfare.
Durante l’incontro è stato concordato tra le parti che eventuali cambiamenti dell’organizzazione del lavoro, come ad esempio i turni di lavoro, saranno preceduti da un confronto tra le stesse.
Si sono poi approfondite tematiche come l’equilibrio tempi di vita/lavoro, proponendo ulteriori agevolazioni per i genitori. Nell’immediato è stata accordata dall’azienda l’estensione delle prerogative in atto per i genitori fino al settimo anno dei figli anche per le lavoratrici che svolgono il cosiddetto turno centrale (il limite era a 6 anni).
E’ stata poi chiesta per tutti i dipendenti che si assentano per la malattia bimbo di poter usufruire di propri permessi contrattuali in luogo della mancata retribuzione (se richiesto) e di elevare da 5 a 10 giorni la tutela di legge prevista per assistere congiunti in difficoltà. Chiesto infine l’adeguamento del buono pasto, che attualmente matura lavorando almeno 6 ore su 8, ai reali turni di lavoro cosi che nelle giornate che prevedono un turno di 7.45 ore si possa maturare il diritto al ticket dopo 5.45 ore lavorate.
L’azienda si è riservata di approfondire le tematiche con l’obiettivo di trovare un punto d’incontro invitando il sindacato a tenere in considerazione l’evoluzione e la trasformazione del sito prevista nei prossimi mesi. Una trasformazione che al momento è garanzia di stabilità del sito lavorativo nel territorio di Castel San Giovanni.
Il confronto proseguirà anche nelle prossime settimane, con l’obiettivo di portare avanti proposte serie che non solo tutelino i lavoratori, ma possano creare condizioni per muovere passi in avanti.
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