Un anno di soprusi e minacce contro una manager piacentina, 29enne condannato per stalking

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Per un anno aveva perseguitato una manager piacentina di 35 anni con minacce e soprusi di ogni tipo. Il tutto rigorosamente online, rendendo la vita della donna un vero inferno. Protagonista un 29enne di Vicenza, accusato di stalking. L’uomo è stato condannato a un anno di reclusione. Si tratta di uno dei primi casi in Italia.

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I fatti risalgono a maggio 2016. Un ragazzo di 29 anni residente a Vicenza aveva inviato un curriculum alla società di cui la donna è direttore commerciale. A un certo punto ha iniziato a lamentarsi via mail: “Ho avuto dei problemi tecnici nel caricamento del documento e vi ho scritto, ma non ho avuto nessuna risposta. Invece ho notato che se vi scrive una donna rispondete subito. Come mai questa differenza di trattamento?”. Più o meno era questa la questione, questione che ha spinto la responsabile a fornire chiarimenti, ovviamente presentandosi con nome e cognome. Da quel momento è iniziato l’incubo.

I primi sei mesi la situazione era apparsa tutto sommato sotto controllo e la donna credeva di avere a che fare con un semplice rompiscatole, invadente e inquietante certo, ma non tale da correre ai ripari. Poi la situazione ha iniziato ad aggravarsi con minacce e diffamazioni al limite del sopportabile. Le intimidazioni hanno iniziato a coinvolgere non solo la donna ma anche la famiglia con frasi come “Sto andando a stuprare una donna, poi lo farò con te”, oppure “ucciderò te e le tue figlie, vi getterò acido sul volto”. Non solo, il giovane vicentino ha cominciato una vera campagna di denigrazione: caricava fotografie di donne somiglianti alla manager su siti pornografici e inviava i link ai contatti della ragazza, amici, parenti ma anche colleghi, non solo di Piacenza ma anche di filiali in altre zone d’Italia. Caricava finti messaggi su siti di incontri, creava finti profili su Facebook allo scopo di danneggiarla. A un certo punto la vittima non ha più retto e nell’ottobre 2016 ha sporto querela.

La Polizia Postale, guidata dal sovrintendente capo Pietro Vincini, ha iniziato complesse e certosine indagini a caccia di indirizzi IP, collegamenti web, localizzazioni. Indagini che hanno portato gli inquirenti addirittura a richiedere informazioni a una società australiana dedita alla gestione di siti web pornografici. Fino alla svolta: il 29enne si era recato a Praga per motivi personali e dall’albergo continuava a perseguitare la manager. Gli investigatori hanno localizzato il pc e hanno chiamato l’hotel la cui direzione ha confermato l’effettiva presenza del giovane.

Dati alla mano le forze dell’ordine si sono recate dallo stalker e davanti a prove inconfutabili hanno prima provato a “ragionare” intimandogli di smetterla. La prima volta non è servito a nulla e così le forze dell’ordine hanno notificato una seconda diffida consegnata direttamente nelle mani del giovane dai carabinieri veneti. E’ servita a qualcosa? Macché, appena i militari sono usciti di casa il persecutore ha scritto alla donna: “Se non ritiri la denuncia ti uccido”. A questo punto non restava altro da fare che rendere inoffensivo l’uomo con un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

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