Un negozio al posto dell’ecomostro, Unione Commercianti: “Delusi, la giunta ci ripensi”

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L’Unione Commercianti Piacenza interviene sulla decisione della Commissione Urbanistica del Comune di Piacenza che vedrebbe di buon occhio una variante che permetterebbe di abbattere uno scheletro di calcestruzzo per ricostruire un immobile che ospiterebbe ancora migliaia di mq di commerciale.

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“Questa ennesima decisione – afferma il Presidente dei commercianti di Confcommercio Raffaele Chiappa – ci sorprende e ci delude perché ancora una volta per ricucire e sanare ferite urbanistiche del territorio cittadino si decide di mettere sul mercato altri metri quadrati di commerciale, come se in questa città non ce ne siano già a sufficienza”.

“Lo abbiamo ribadito più volte al Sindaco Barbieri – continua Chiappa – che Piacenza con i suoi centodiecimila abitanti è più che servita nel suo aspetto di proposta commerciale e, fra le nostre richieste condivise c’era quello appunto di una moratoria nel commercio, ergo un possibile stop a nuove aperture”.

“Evidentemente – prosegue il Presidente Chiappa – molti hanno “memoria corta” oppure gli oneri urbanistici che possono derivare da un tale insediamento sono molto più convincenti che non i nostri timori di ulteriori cessazioni di attività commerciali nel centro storico e negli assi commerciali di Piacenza”.

“Detto ciò – afferma il Presidente della Confcommercio Piacenza – ci auguriamo un interessamento del Sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri e dell’Assessore al Commercio Paolo Mancioppi per mettere un freno a questa nuova apertura”.

“Quello deciso in Commissione – interviene il Direttore Generale della Confcommercio Giovanni Struzzola – è l’ennesima dimostrazione come manchi completamente la fantasia in capo a chi pensa sempre di speculare sulle spalle dei più deboli rappresentati dai negozi di vicinato”.
“In questi ultimi tempi – continua Struzzola – si parla molto di rigenerazione urbana e la Confcommercio nazionale con l’Anci nazionale ha siglato un accordo di collaborazione sulla rigenerazione urbana che prevede una stretta collaborazione ed un modello operativo che non si fondi esclusivamente sul mettere del commerciale laddove vengono a liberarsi aree ad immobili”.

“Piacenza ha sottoscritto questo protocollo – prosegue il Direttore dei commercianti – nel 2015 siglandolo con il Comune di Piacenza e la supervisione dell’Anci regionale ed in questo protocollo si doveva dare vita ad un tavolo permanente che appunto doveva farsi carico di armonizzare la rigenerazione urbana in modo differente. Mi auguro che venga rispolverato il protocollo e si incominci a dialogare seriamente sulla rigenerazione”.

“Tornando al caso specifico – afferma Struzzola – non possiamo non evidenziare che questi nuovi 6.000 mq ci preoccupano moltissimo perché vanno ad aggiungersi a quelli previsti con la rigenerazione del Consorzio Terre Padane, all’ insediamento del Penny quello futuro del Lidl e quello che dovrebbe collocarsi nell’ex zona ricreativa dell’ENEL in Via Emilia Pavese che rendono critica la sopravvivenza dei piccoli esercizi”.

“Ecco allora – conclude il Direttore Struzzola – che sempre più abbiamo necessità di conoscere dall’Urbanistica la mappa completa degli interventi commerciali che Piacenza rischia di dovere digerire e questo per poterli valutare seriamente ed in modo definito ed individuare gli opportuni interventi correttivi o penalizzanti per chi con faciloneria vuole scaricare sul commercio i problemi legati alla crisi dell’edilizia abitativa. Per fare questo richiamiamo ancora una volta il Regolamento Comunale di Bologna che penalizza in termini di maggior oneri di urbanizzazione che vuole a tutti i costi aprire del commerciale”.

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