Vaccinazioni, 268 genitori inadempienti richiamati dall’Ausl

Sabato 10 marzo è scaduto il termine previsto dalla legge nazionale per la presentazione della documentazione vaccinale. Come ricordato nei giorni scorsi dalla Regione Emilia Romagna, non si tratta del termine entro cui avere adempiuto agli obblighi previsti, né tanto meno quello per interrompere la frequenza. Per i bambini da 0 a 6 anni, sono state compiute direttamente le verifiche sullo stato vaccinale a settembre. Ciò ha consentito di inviare a casa delle famiglie le lettere con il primo appuntamento previsto solo per i piccoli che non risultavano in regola. Questi primi appuntamenti sono ormai pressoché conclusi.

“In questi giorni – spiegano dalla Pediatria di Comunità – si è proseguito con il percorso di invito a questa fascia, con l’invio di 268 lettere raccomandate, che rappresenta la seconda convocazione per le famiglie inadempienti”.

Gli appuntamenti sono stati fissati da aprile in poi, in quanto la legge prevede che debbano intercorrere almeno 45 giorni tra la convocazione e l’appuntamento. La lettera indica il giorno, il luogo, la sede e l’orario dell’appuntamento per un ultimo colloquio ed eventuale vaccinazione. La lettera con l’appuntamento va consegnata alla scuola, attesta che il percorso previsto dalla legge è in atto.

Successivamente partiranno anche i secondi inviti con lettera raccomandata per l’altra fascia di età, quella fino a 16 anni.

Quindi solo nei prossimi ci sarà un quadro completo di chi non ha aderito. “Se un bimbo non si presenta a questo appuntamento o si presenta e non si vaccina – continuano dalla Pediatria di Comunità – per legge l’Ausl proseguirà nell’iter previsto dalla legge e farà partire una diffida che prevede altri 30 giorni.

Se anche questi giorni trascorrono senza che sia vaccinato, allora il piccolo diventa inadempiente, ma le ripercussioni si avranno eventualmente solo nel prossimo anno scolastico. Con la diffida in corso, infatti, i piccoli avranno difficoltà a iscriversi: entro il 10 luglio dovranno procedere alla pre-iscrizione e in quella occasione il dirigente scolastico o il Comune chiederà il certificato, senza il quale non si potrà completare la pratica come prevede la legge».