Focus sul Piano di gestione del verde pubblico di Piacenza, nella mattinata di giovedì 23 aprile all’Università Cattolica del Sacro Cuore, grazie al convegno promosso dall’Amministrazione comunale in collaborazione con l’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali il cui presidente, Giancarlo Balduzzi, ha aperto i lavori insieme alla sindaca Katia Tarasconi e al preside della Facoltà di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali Pier Sandro Cocconcelli.
Molti gli spunti emersi dal confronto, a partire dal documento tecnico illustrato da Vittorio Omati e Michelangelo Martino per il Servizio Verde del Comune, unitamente al gruppo di progetto rappresentato, nell’occasione, da Maria Elena Massarini, Emanuela Torrigiani e Beatrice Reggiani di VSafe: in primis, la necessità di un cambio di paradigma che consideri il patrimonio verde una vera e propria infrastruttura urbana, con esigenze di cura, manutenzione, pianificazione e progettazione integrata.
L’incontro, moderato dal professor Francesco Ferrini, docente di Arboricoltura e Coltivazioni Arboree all’Università di Firenze e già presidente della Società Italiana di Arboricoltura, ha delineato un quadro in cui il rigore scientifico di dati e monitoraggi deve integrarsi sia al concetto di sosenibilità sociale, ambientale ed economica, sia alla prevenzione del rischio, all’adattamento rispetto ai cambiamenti climatici e alla qualità ecosistemica.
“Per questo – rimarca il vicesindaco Matteo Bongiorni – oggi occorre pianificare gli interventi contemplando anche le trasformazioni future e introducendo correttivi, dove possibile, rispetto alle situazioni stratificatesi nel tempo sul territorio urbano. Significa che il Piano di gestione deve relazionarsi con gli altri strumenti – in particolare il Pug – ad esempio per garantire una maggiore interconnessione delle aree verdi, implementare la biodiversità e contrastare le isole di calore. Senza mai perdere di vista la funzione pubblica e la rete viabilistica nei diversi comparti urbani”.
“Ringrazio tutti i professionisti che hanno portato il proprio contributo, consentendo uno scambio interessante di esperienze e punti di vista sorretti da una competenza riconosciuta”, aggiunge l’assessore. Oltre ai tecnici e docenti già citati, sono intervenuti Monica Cairoli, componente del Consiglio nazionale dei Dottori Agronomi e Forestali, Gian Michele Cirulli, responsabile dell’Unità Operativa Alberate del Comune di Torino e i presidenti degli Ordini provinciali di Ingegneri e Architetti, Paesaggisti e Conservatori, Alberto Braghieri e Giuseppe Baracchi.
Nel corso della mattinata, sono state mostrate anche alcune soluzioni progettuali ponderate che il Piano fornisce, con particolare attenzione a via Stradella, individuata come modello che ripropone caratteristiche ricorrenti in varie zone della città.
“L’impianto generale – chiosa Bongiorni – è quello della ricerca di un equilibrio tra presenza del verde, accessibilità e transito ciclo-pedonale, traffico veicolare e sosta. Nella consapevolezza, che già avevamo e che ieri è stata evidenziata con ulteriore chiarezza, che aumentare il grado di informazione e le occasioni di confronto pubblico è fondamentale: la gestione del verde pubblico, infatti, non è mai percepita come una mera questione amministrativa o progettuale, ma ha sempre un forte valore emozionale. Mettere a disposizione gli strumenti per conoscere la materia significa valorizzare la sensibilità e l’interesse collettivo che in questi anni sono aumentati, fortunatamente, in modo considerevole”.
“Altrettanto importante – prosegue l’assessore – lo scambio con un’altra realtà cittadina, Padova, rappresentata dalla consigliera delegata alla Missione 2030 e alla neutralità climatica Chiara Gallani, che nel suo precedente ruolo di assessora aveva adottato il Piano del Verde della città veneta. Abbiamo riflettuto sulla necessità dir rafforzare gli aspetti di competenza tecnica e relazione tra i diversi settori degli enti locali, da una parte, e dall’altra quella di coltivare il dialogo con la comunità, favorendone il coinvolgimento. Ad oggi, in assenza di obblighi normativi in materia di pianificazione del verde pubblico, l’impegno delle singole Amministrazioni rappresenta una vera e propria scelta politica”.
“Al tempo stesso – commenta Bongiorni – non dimentichiamo mai che le Amministrazioni passano, ma i servizi deputati restano a occuparsi della città: è motivo di soddisfazione, quindi, aver dotato il Servizio Verde del Comune di Piacenza di uno strumento utile per la gestione di una parte importante del nostro patrimonio, che inizia a guardare avanti anche in termini di scelte e indirizzi operativi. Credo che questo Piano credo sia il frutto della costanza che da anni si cerca di perseguire, a tappe e con linearità, a partire anche dal lavoro delle Giunte precedenti. Una linea che abbiamo sposato con fiducia, e forse accelerato grazie soprattutto all’impegno e alle competenze dei tecnici interni all’Ente, oltre alle risorse ben spese che sono state messe loro a disposizione”.
“In secondo luogo – prosegue il vicesindaco – aver messo intorno allo stesso tavolo servizi comunali diversi, tecnici ma non solo, così come specifiche professionalità ed esperienze, segna un buon punto di partenza verso quella progettazione integrata e olistica che occorre quando si affronta la complessità di un intero ecosistema urbano, che richiede punti di vista diversi – scientifici, sociali ed economici – e la ricerca di un equilibrio tra gli stessi. La prospettiva, dopo il confronto arricchente con specialisti ed esperti, è quella di avviare un confronto pubblico con la comunità, proseguendo in un percorso che ci permetta, passo dopo passo, di misurare l’efficacia degli strumenti di cui il Comune si dota e di tendere sempre più a una pianificazione di medio e lungo periodo”.
Il Piano di gestione del verde – così come la presentazione sintetica del documento – è disponibile nella pagina web comune.piacenza.it/verde, che già racchiude notizie, dati e informazioni utili sul patrimonio ecologico della città.
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