Cronaca Piacenza

Vive da eremita tra i boschi, la storia del “vichingo” della Diga di Mignano: commosso dopo l’aiuto dei carabinieri

Dallo scorso ottobre 2025 i militari hanno monitorato la situazione e, nei giorni scorsi, hanno consegnato viveri a un uomo che ha scelto di vivere in stato brado nei pressi della diga.

L’intervento

Nei giorni scorsi i carabinieri della Stazione di Vernasca sono intervenuti nell’area della Diga di Mignano, in provincia di Piacenza, a seguito della presenza di un uomo di 55 anni in condizioni di vulnerabilità che vive volontariamente in modo stabile in una capanna di fortuna e che è stato notato più volte dai militari mentre recuperava del cibo dai bidoni della spazzatura di un vicino ristorante della zona.

La storia del “vichingo”

Fin da quando l’uomo è stato notato in quell’area, a ottobre 2025, i carabinieri hanno mantenuto attenzione e contatti costanti, arrivando a soprannominarlo il Vichingo per i tratti somatici, l’aspetto e gli abiti indossati che lo hanno reso facilmente riconoscibile tra i residenti. I carabinieri hanno effettuato un sopralluogo e hanno avvicinato l’uomo con discrezione e rispetto, verificandone le condizioni e avviando un dialogo con l’aiuto di una collega che conosce la lingua, poiché l’interessato parla solo spagnolo.

L’uomo, di origini spagnole, ha riferito di avere scelto volontariamente una vita in condizioni di isolamento e di non accettare un trasferimento in strutture al chiuso, pur in presenza di temperature rigide, perché gli piace vivere in mezzo alla natura.

Il supporto dei carabinieri

Dopo vari approcci in giorni diversi, i militari hanno comunque garantito un primo supporto concreto e gli hanno consegnato una busta di viveri, assicurandosi che avesse alimenti essenziali e ribadendo la disponibilità a prestare ulteriore aiuto in caso di necessità.

In tale occasione, l’uomo ha manifestato commossa gratitudine, ringraziando più volte i carabinieri per l’attenzione ricevuta e per il gesto di solidarietà, pur confermando la propria scelta di permanere in zona nella capanna di fortuna. L’attività ha confermato l’impegno dell’Arma nelle azioni di tutela delle fasce fragilisicurezza di prossimità e presenza sul territorio, anche in contesti isolati.

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