Le risse tra adolescenti, la violenza di gruppo e il ruolo dei social network. Di fronte agli episodi di guerriglia urbana che hanno coinvolto giovani e giovanissimi a Milano, ma anche Piacenza vive ore di preoccupazione, il pedagogista piacentino Daniele Novara invita a non fermarsi alla condanna dei fatti o alla sola risposta repressiva, ma a interrogarsi sulle cause del fenomeno e sulle responsabilità educative della società.
“La situazione mi sembra abbastanza fuori controllo”, commenta Novara, che punta il dito anche contro chi filma le aggressioni per poi diffonderle sui social. “Io perseguiterei penalmente ad esempio quelli che filmano le risse fra i ragazzi. Ecco, quelli sono veramente criminali perché filmare le risse fra giovani e poi condividere le immagini sui social è qualcosa che la polizia dovrebbe assolutamente bloccare e creare un reato specifico.
Dopo gli scontri e le devastazioni nel centro di Milano, sono stati arrestati 34 minorenni per gli episodi di guerriglia urbana, saccheggi e danneggiamenti. Preoccupazione anche a Piacenza, dove sui social e nelle chat circolano messaggi che ipotizzano disordini e saccheggi per il prossimo 24 ottobre. L’attendibilità delle segnalazioni, alcune delle quali contengono espressioni allarmanti, resta al momento da verificare.
Ovviamente è quella educativa. Non è un problema psichiatrico e nemmeno un problema semplicemente di ordine pubblico. Bisogna aiutare le nuove generazioni, uno, a stare nella realtà reale e non in quella virtuale, quindi mettere dei limiti. Come ho detto più volte l’intervento va fatto sull’utilizzo dei social e dello smartphone. Io tranquillamente metterei limite a 18 anni, come per guidare l’automobile, e allo stesso tempo aiutarli a gestire le situazioni della vita dove ci sono contrarietà, dove gli altri non ti danno ragione e dove gli altri vogliono le tue stesse cose. Questa generazione, che vive in un mondo molto virtuale, quello dei videogiochi, pensa che la realtà sia come in un videogame, ma non è così. I giovani quindi devono essere educati alla buona gestione delle contrarietà, dei conflitti e di tutto quello che comporta la vita reale.
Secondo il noto pedagogista piacentino, i fatti di questi giorni sono un’occasione per la società per rieducare i ragazzi, in particolare partendo dalle famiglie, anche se esiste la preoccupazione su genitori che risultano troppo fragili.
Sulla preoccupazione dei cittadini piacentini per possibili violenze in città, è intervenuta anche la Sindaca Katia Tarasconi invitando ad affrontare con serietà e senso di responsabilità i messaggi che circolano in queste ore, evitando la diffusione incontrollata di contenuti la cui attendibilità è ancora da verificare. Pur in assenza di certezze sulla loro credibilità, la prima cittadina assicura che non c’è alcuna sottovalutazione della situazione e ribadisce che la sicurezza delle persone resta la priorità assoluta, esprimendo piena fiducia nel lavoro delle autorità competenti.
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