Volontariato in Onda, l’Associazione GAPS (Gruppo Accoglienza Pronto Soccorso): “Siamo un figura di trait d’union tra paziente e personale sanitario” – AUDIO

Volontariato in Onda, l’Associazione Gaps (Gruppo Accoglienza Pronto Soccorso): “Siamo un figura di trait d’union tra paziente e personale sanitario” - AUDIO

L’Associazione GAPS – Gruppo Accoglienza Pronto Soccorso, nata nel 2007, è stata la protagonista della puntata del 15 maggio di Volontariato in Onda, l’appuntamento informativo realizzato da Radio Sound in collaborazione con Csv Emilia – Centro Servizi per il Volontariato di Piacenza.

Il gruppo Accoglienza Pronto Soccorso è nato spiega il Presidente di GAPS Maria Grazia Ultori perché mancava una figura che fosse una sorta di trait d’union tra il cittadino, il paziente e il personale sanitario. La partenza non è stata semplice però poi la cosa si è avviata ed è andata in crescendo. In particolare negli anni le nostre mansioni si sono ampliate. Infatti siamo stati richiesti in altri reparti dell’ospedale, quindi non solo al Pronto Soccorso. E’ stato capito il nostro ruolo, una sorta di “mediatore” per qualche diatriba. E’ chiaro, più si è agitati, più sui aspetta e più capita di innervosirsi. 

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Poi purtroppo è arrivato il Covid e vi siete reinventati

Si, la nostra attività si è dovuta per forza interrompere a febbraio 2020 a causa dell’emergenza sanitaria. Abbiamo però dato da subito la disponibilità, insieme ad AVO e con il supporto di CSV Emilia – sede di Piacenza, per la distribuzione dei farmaci al domicilio. Un servizio per i cittadini che non potevano più accedere alla farmacia interna dell’ospedale per i loro piani terapeutici. In particolare abbiamo percorso in piena pandemia, in poco meno di tre mesi, oltre 3.500 km. Attualmente siamo ancora impegnati nei vari check point all’ingresso dei reparti ospedalieri.

L’associazione Gaps – Gruppo accoglienza pronto soccorso 

L’associazione con i propri volontari accoglie, accompagna, aiuta e ascolta nella sala di attesa del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Piacenza.   Spesso, le persone – i pazienti e i loro familiari – sono costrette ad attendere per tempi molto lunghi prima di ricevere debite informazioni relative al loro turno e al loro stato di salute. Le ore di attesa sembrano interminabili. A maggior ragione quando, non riuscendo a ricevere e disporre di adeguate informazioni sulle modalità di funzionamento del Pronto Soccorso, si fatica a comprendere possibili motivi e ragioni di attese tanto lunghe. In questo modo, spesso si generano, in maniera poco controllata, atteggiamenti di ansia, preoccupazione che rischiano di intralciare, anziché facilitare, lo stesso lavoro degli addetti, medici e infermieri. Il supporto dei volontari prova proprio a migliorare la qualità degli interventi a totale vantaggio dei pazienti e famigliari. 

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