Si riaprono le porte del carcere per un uomo di 79 anni, residente in città, nei cui confronti è stato disposto la revoca del decreto di sospensione dell’ordine di esecuzione e il ripristino della carcerazione, demandando ai carabinieri della Stazione di Piacenza Levante l’esecuzione del provvedimento.
Il mandato riguarda la pena residua da scontare dopo il rigetto delle misure alternative richieste dalla difesa. Il provvedimento eseguito nasce da una sentenza divenuta definitiva l’8 giugno 2022, emessa dal GIP del Tribunale di Piacenza, relativa a reati in materia di stupefacenti contestati per episodi commessi in città tra il 2018 e il 2019, con ulteriori contestazioni collocate tra aprile, maggio e giugno 2019. La pena originaria era stata fissata in 3 anni di reclusione e 22.000 euro di multa.
Determinante è stata la decisione del Tribunale di Sorveglianza di Bologna, che il 10 marzo 2026 ha dichiarato inammissibile la richiesta di detenzione domiciliare e ha rigettato l’istanza di affidamento in prova al servizio sociale. I giudici hanno rilevato e sottolineato soprattutto le difficoltà incontrate nel rintracciare l’uomo: non sarebbe stato reperito né presso il domicilio né telefonicamente, nonostante i tentativi di contatto effettuati dagli uffici competenti e tramite il difensore.
Un quadro che, per il Tribunale, ha impedito di verificare in modo concreto domicilio, condizioni effettive e disponibilità a un percorso alternativo, facendo così venir meno i presupposti per una misura diversa dal carcere. Alla luce del rigetto è stato ordinato ai militari della Stazione di Piacenza Levante di procedere all’arresto e alla traduzione del 79enne presso il carcere delle Novate per l’espiazione della pena residua.
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