Consulta per Piazza Cittadella: “Cancellare definitivamente il progetto di parcheggio interrato”

In merito alla richiesta di ascolto della Consulta Ambiente e Territorio, il 31 marzo 2026 nell’ambito del percorso partecipativo per la progettazione di Piazza Cittadella, occorre fare una doverosa premessa.

Un percorso partecipativo, per essere tale e risultare produttivo, richiede come prerequisito la fiducia e il rispetto delle parti. Indipendentemente dalle posizioni specifiche, che possono essere anche lontane, la fiducia, il riconoscimento della legittimità e dignità dei soggetti coinvolti è una condizione indispensabile; diversamente è solo vuota forma.

Un decisionismo muscolare

Questa premessa è necessaria perché la vicenda di Piazza Cittadella è stata caratterizzata da un percorso lunghissimo di incertezza, ancor prima della stipula del contratto nel lontano 2012, fino alla fase del decisionismo estremo, oseremmo dire muscolare, senza se e senza ma, di questa amministrazione, impermeabile ad ogni tipo di argomentazione di sostanza o sollecitazione critica e motivata rispetto ad una procedura amministrativa traballante e ai rapporti problematici con il concessionario.

La situazione di vuoto spettrale della piazza stravolta, chissà per quanto tempo, è avvilente non solo per la bruttezza in cui è stata ridotta ma perché era semplicemente prevedibile e prevista.

Ammettere che qualcosa è andato storto

La concessione di un “percorso partecipato”, quasi al termine del mandato amministrativo, richiederebbe quantomeno la presa d’atto che qualcosa è andato storto, che la fiducia ferrea nella decisione presa – che avrebbe dovuto conseguire la rimozione del degrado della piazza e la realizzazione del parcheggio interrato – era effettivamente azzardata. Niente di tutto questo.

La disponibilità alla partecipazione sembra quasi un atto di liberalità, una faticosa concessione, ignorando completamente le cause che hanno prodotto il disastroso e costoso stallo attuale. E no, così non va bene, queste non sono le basi accettabili per favorire il recupero del livello minimo di fiducia necessaria al dialogo.

Da anni, anche durante la precedente amministrazione, la Consulta ha espresso i seguenti concetti: il parcheggio interrato in centro storico è un progetto anacronistico contrario ai principi della mobilità sostenibile; esistono soluzioni alternative per risolvere il bisogno di parcheggio nell’area Nord.

Era necessario un progetto unitario fra piazza Cittadella e piazza Casali (preteso dalla stessa Soprintendenza); il cosiddetto degrado dell’autostazione era facilmente risolvibile con una ristrutturazione anche leggera e relativamente poco costosa.

Le alberature rappresentavano la polizza assicurativa dei residenti contro le isole di calore; la penale da riconoscere al concessionario per la rescissione del contratto (ammesso e non concesso che fosse dovuta) avrebbe costituito il danno minore rispetto ai costi economici e sociali dell’attuale situazione; era assolutamente necessaria una ricognizione tramite georadar dei materiali archeologici sicuramente esistenti nel sottosuolo, ecc.

Comune a difesa del concessionario e contro i propri cittadini

Invece siamo arrivati al paradosso di un Comune che ha scelto di schierarsi in giudizio a difesa del concessionario e contro i propri cittadini, in occasione del ricorso ex art.700 promosso da Legambiente e da 11 cittadini residenti, per salvare le15 grandi alberature esistenti.

Dispiace dunque constatare che ancora oggi, di fronte all’evidenza dell’esito disastroso del progetto di parcheggio, non ci sia alcuna disponibilità al riconoscimento di legittimità ai dubbi e alle obiezioni che cittadini e associazioni da anni cercano meritoriamente di rappresentare.

Comunque sia noi risponderemo con senso di responsabilità, come abbiamo sempre fatto, alla richiesta di contributi propositivi da parte della società incaricata alla progettazione; purtroppo in una condizione di obbligata diffidenza.

In estrema sintesi

E’ necessario cancellare definitivamente il progetto di parcheggio interrato e spostare il parcheggio di superficie nelle destinazioni alternative più volte segnalate, a cominciare dalla limitrofa ex laboratorio Pontieri (circa 430 posti auto secondo il PUMS vigente) ed eventualmente – ma provvisoriamente – del cortile interno dell’ex caserma Nino Bixio (circa 50 posti auto).

I parcheggi

Tali nuovi parcheggi, che risolverebbero urgentemente il fabbisogno dovuto all’eliminazione del parcheggio interrato di Piazza Cittadella, non deve però ignorare la richiesta, di più lungo periodo ma ormai improcrastinabile, che le associazioni ambientaliste avanzano all’amministrazione da almeno 30 anni (anche nel PUMS e nel PUT recentemente approvato), cioè l’esproprio per pubblico interesse dell’area SI.AL. ex demolitori compresa fra via XXI aprile e via del Pontiere (stimati 350 posti auto) e dell’area compresa fra via del Pontiere (ex passaggio a livello ferroviario di fronte a porta Borghetto) e il tiro a segno (stimati circa 1.000 posti auto) ovviamente con dotazione di apposita navetta elettrica per collegare i parcheggi col centro città (circa 5 minuti) come in tante altre città italiane ed europee.

Il verde

  • ricostituire le condizioni di verde e di alberature utili come misure di adattamento ai cambiamenti climatici, non inferiore a quanto esisteva prima dell’abbattimento, anche se con essenze arboree e posizionamento eventualmente diverso. Determinante la permeabilità di gran parte dell’area. Necessario anche con un confronto approfondito con la Sovrintendenza che, nelle sue determinazioni, non può più ignorare la necessità vitale di contrastare il costante incremento delle temperature medie urbane;
  • la riqualificazione dell’area antistante alla scuola Mazzini (in via Cittadella) per destinarla a funzioni di accoglienza degli studenti a piedi o in bicicletta, senza traffico veicolare, e ad attività didattiche esterne;
  • la chiusura al traffico veicolare di via Cittadella, da pedonalizzare, almeno nel tratto compreso fra via Gregorio X e via Baciocchi. Il traffico proveniente da via Borghetto potrebbe defluire verso via Cavour mediante via Gregorio X a destra e verso il ristorante “Rabarbaro”, per intenderci, a sinistra. Senza ignorare il fatto che l’area antistante la scuola, pur conservando il cannocchiale ottico previsto fra piazza Cavalli e Palazzo Farnese, potrebbe eventualmente essere inclusa nell’area che è stata oggetto dei lavori di scavo e che auspichiamo diventi completamente verde.

Le possibili strutture all’interno

  • la possibile dotazione di una struttura leggera, che fornisca la funzione di ristoro/bar/locale di sosta e di incontro per cittadini e visitatori di palazzo Farnese e dei musei civici, anche con funzioni di presidio per la sicurezza. La struttura non deve necessariamente insediarsi nello medesimo spazio della struttura abbattuta dell’ex autostazione ma in un’area idonea in base alla nuova progettazione.
  • Posto che il progetto di Piazza Casali è già stato approvato (purtroppo senza l’accoglimento di alcune osservazioni della stessa Consulta) devono essere considerate almeno due questioni: A) il progetto della riqualificazione di piazza Casali e piazza Cittadella deve essere unitario, come prescritto dalla Sovrintendenza. Questo significa che l’area di Piazza Cittadella deve essere coerente con il progetto di Piazza Casali ma al contempo il progetto di piazza Casali deve tener conto, nella sua versione definitiva ed esecutiva, delle profonde modifiche dell’intervento su Piazza Cittadella. B) pur essendo il progetto di Piazza Casali già approvato, nulla vieta che si possa prevedere una variante in base alla modifica della viabilità che oggi potrebbe essere possibile, mentre prima era condizionato dalla realizzazione del progetto del parcheggio interrato.

Le Scuderie di Maria Luigia d’Austria

  • Infine, pur tenendo conto della fase ormai avanzata della ristrutturazione – ex fondi PNRR – delle ex Scuderie di Maria Luigia d’Austria (progetto mai condiviso con la cittadinanza prima di essere approvato), riteniamo che l’eventuale disponibilità dei locali e delle strutture dell’ex caserma Nino Bixio, potrebbe rappresentare una significativa opportunità per rivedere la destinazione funzionale complessiva dell’ex caserma, a partire da una nuova destinazione del mercato coperto rionale.
  • NOTA CONCLUSIVA ma fondamentale: sottolineato che il percorso partecipato prevede un lasso di tempo troppo ridotto, tenuto conto della complessità dell’argomento, la Consulta CHIEDE che venga previsto il tempo e lo spazio per una fase interlocutoria con il soggetto incaricato alla stesura del progetto ARCADIS. In sostanza precisa che sarebbe assolutamente necessario, e in linea con il metodo dei processi partecipativi consolidati e davvero efficaci, che a seguito di una prima bozza di progetto, i soggetti partecipanti al percorso, fossero chiamati ad una prima illustrazione per poter formulare eventuali osservazioni o proposte integrative.

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