Agrisystem, iniziato il nuovo ciclo con 45 dottorandi ai nastri di partenza: “Dimensione internazionale e competenze multidisciplinari”

«Agrisystem mi ha fornito un approccio interdisciplinare, fondamentale quando si lavora nel settore del food». «Per me è stato invece importante avere imparato un metodo che consente di unire le competenze tecniche con una solida base scientifica». Quando si chiede loro il valore aggiunto che Agrisystem ha portato nei personali percorsi di formazione, rispondono così Francesca Lotta, che oggi lavora in Svezia come responsabile del Legal & Regulatory Affairs di OATLY, e Fosca Vezzulli, una dei 30 Q-graders, assaggiatori ufficiali di caffè in Italia, che a breve discuterà la tesi di dottorato.

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Lotta e Vezzulli sono state le ospiti del Welcom Day Agrisystem, con il quale ha preso il via l’anno accademico 2022/2023 della Scuola di dottorato per il sistema agroalimentare dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Nel ciclo appena iniziato si contano 45 nuovi neo ammessi, mentre complessivamente sono 121 i dottorandi in corso. Tutti quanti hanno l’ambizione di aggiungersi ai 214 giovani ricercatori che dal 2006 hanno completato il percorso di dottorato per il sistema agroalimentare.

Numeri importanti sottolineati anche da Marco Trevisan, preside della facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali, e da Anna Maria Fellegara, preside della facoltà di Economia e Giurisprudenza, la quale ha invitato i ricercatori a guardare oltre l’orizzonte. «Vi vogliamo visionari» ha detto Fellegara.

È il direttore della Scuola di dottorato, Paolo Ajmone Marsan, a dare il benvenuto ai 45 nuovi dottorandi, che giungono da 10 diversi Paesi. «C’è chi arriva al dottorato con borse di studio che derivano da specifici progetti europei – afferma – ma ci sono anche molti dottorandi che sono già in azienda, che perciò hanno un mestirere, ma che intendono comunque fare un salto di qualità e frequentare la Scuola di dottorato Agrisystem per acquisire nuove competenze».

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Che il dottorato Agrisystem spinga sull’internazionalizzazione è ribadito anche da Ajmone Marsan: «I nostri dottorandi devono passare un periodo all’estero per avere un’esperienza nell’industria oppure nella ricerca, inoltre grazie al Pnrr quest’anno annoveriamo parecchie borse di studio cofinanziate dall’industria. Si tratta di multinazionali che lavorano localmente, ma che hanno un respiro internazionale». «Molti dei nostri studenti – afferma Ajmone Marsan – sono destinati a una carriera brillante».

«Quello proposto da Agrisystem – ricorda infine il professore – che ha aderito anche quest’anno al Dottorato Nazionale in Sviluppo Sostenibile e Cambiamento Climatico istituito dalla Scuola Universitaria Superiore IUSS di Pavia, è un percorso che forma professionalità dotate di competenze multidisciplinari, in grado di leggere e governare i processi d’innovazione da una prospettiva sempre più internazionale e di offrire un contributo essenziale alle aziende del settore agroalimentare chiamate a coniugare il necessario radicamento territoriale con la capacità di competere in un mercato sempre più globalizzato».

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