“Gli interventi susseguitisi in questi giorni sul tema del taglio degli alberi, legato al progetto delle ex Scuderie, ci spingono ad alcune riflessioni”. Inizia così la lettera della Lista Civica per Piacenza dopo le polemiche legate al taglio degli ultimi alberi per la riqualificazione di Piazza Cittadella e Piazza Casali.
Oggi è un dato di fatto che il rispetto del verde sia parte integrante dell’azione di ogni amministrazione comunale, anche in virtù della crescente sensibilità dell’opinione pubblica – e, perché no, delle valutazioni elettorali che ne possono derivare.
Forse non era nelle intenzioni di qualche consigliere comunale, né del nostro quotidiano Libertà, ma in queste settimane la politica ambientale sembra essersi ridotta a un solo tema: il taglio degli alberi. Una visione che riteniamo limitativa.
Difendersi sul fronte “alberi” è certamente importante, ma la vera sfida ambientale riguarda anche il nostro comportamento quotidiano: siamo disposti d’estate a impostare il condizionatore con 1-2 gradi in più, o d’inverno a lavorare in ambienti di un grado più freddi rispetto agli standard attuali? Siamo pronti a muoverci di più in bicicletta o con i mezzi pubblici, o a scegliere per i nostri figli la scuola più vicina a casa anziché passare ore in coda, motore acceso, per raggiungere mete lontane?
Il bilancio complessivo di CO₂ prodotto da certi comportamenti incide molto di più sull’ambiente rispetto al taglio di dieci, quindici alberi.
Va ricordato che in questi anni, per realizzare importanti opere di riqualificazione, sono stati interessati meno di 30 alberi. Sempre spiacevole, ma pur sempre un numero che rappresenta circa lo 0,23% dei più di 13.000 alberi censiti nella sola area urbana. Siamo quindi convinti che le sorti ambientali di Piacenza dipendano realmente solo da questo?
Ecco perché riteniamo necessario valutare in modo globale le scelte ambientali di un’amministrazione, e non andrebbero dimenticate azioni anche strategiche e decisamente impattanti. Una su tutte, ad esempio, la diversa individuazione dell’area per il nuovo ospedale e il suo contenimento entro il perimetro della tangenziale.
Ma stando su aspetti più concreti, anche al di là delle nuove piantumazioni fatte o in programma, dobbiamo sempre tenere a mente la responsabilità legata all’investimento dei soldi dei contribuenti, e che cosa è più utile nel tempo. Destinare cifre importanti per salvare alcune piante o, ad esempio, completare una pista ciclabile che permetta a centinaia di cittadini di spostarsi in sicurezza dalla periferia al centro senza usare l’auto?
Sì al rispetto del verde, ma soprattutto sì a una visione d’insieme per un ambiente più salubre. Perché, anche il non cambiare mai nulla, non sarà di certo la soluzione.
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