Animali domestici, tre giorni di permesso retribuito in caso di morte per elaborare il lutto e otto ore all’anno per malattia di cani o gatti: è la proposta di legge che è stata presentata dal deputato di Alleanza Verdi e sinistra Devis Dori. In Italia come si evince da un’indagine Ipsos del 2024 il 56% delle famiglie ha almeno un animale d’affezione e la percentuale è in crescita.
“Ultimamente, fortunatamente – sottolinea la delegata OIPA della sezione di Piacenza Giorgia Cigalla – abbiamo assistito a delle riforme che tengono maggiormente in considerazione l’animale. Stiamo passando fortunatamente dall’animale come oggetto all’animale come portatore di diritti e questo senz’altro è nell’ottica di una nuova sensibilità, speriamo, delle persone verso i nostri animali domestici e gli animali in generale.”
“Senz’altro l’affetto che ci lega ai nostri pet , ci porta ad avere un grande coinvolgimento quando il nostro animale non sta bene, poi chiaramente proprio perché il cane o il gatto sono una responsabilità anche in termini di impegno, di tempo, come OIPA riteniamo una buona idea questa proposta di legge proprio affinché il lavoratore abbia la possibilità di dedicare il tempo e le ore necessarie al proprio animale o in casi peggiori ad elaborarne la scomparsa”.
“Sappiamo che in Italia il numero di animali domestici è molto elevato e in crescita, tante famiglie hanno un cane, un gatto, e se ne occupano ci tengono tantissimo bisogna tenere in considerazione poi l’impegno quotidiano che abbiamo con il lavoro, l’animale stesso chiaramente come dicevamo è una fonte di responsabilità ma può avere anche un effetto senz’altro benefico sul lavoratore, sempre più spesso sentiamo di aziende che si attrezzano per far portare il cane o il gatto sul posto di lavoro”.
“Durante l’estate per i nostri animali domestici dovremmo avere la stessa attenzione che abbiamo per gli umani, bisogna garantirgli dei luoghi riparati, freschi, idratarli e avere delle attenzioni anche per quanto riguarda poi le pasteggiate, evitare le ore più calde anche perché pensate che camminano direttamente sull’asfalto con i loro cuscinetti senza protezioni quindi anche la loro percezione del calore è addirittura maggiore rispetto alla nostra, quindi bisogna effettivamente fare attenzione”.
Il proprietario di cane e gatto deve quindi avere il diritto di elaborare il lutto in caso di decesso e di prestargli le cure necessarie in caso di malattia, dice l’esponente Avs. Il documento parla di “animali d’affezione” e si riferisce solo a cani o gatti. Non tanto perché solo loro, e non invece pappagalli, criceti e pesci rossi, possano creare un legame con noi, chiarisce Dori, ma perché, con i microchip e l’iscrizione obbligatori all’anagrafe degli animal da compagnia, sono facilmente tracciabili.
La proposta andrebbe a modificare la legge numero 53 del 2000, riguardante congedi parentali e permessi familiari. Fino ad ora la normativa non prevede il lutto per la perdita di un animale domestico. E quindi, per curare cane o gatto bisogna utilizzare ferie o permessi, oppure andare al lavoro. Nel testo della proposta si spiega che questa opzione, “in caso di mansioni pericolose, può rappresentare un fattore di rischio.
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