“Crediamo nell’importanza delle fonti rinnovabili, ma allo stesso tempo è necessario salvaguardare le aree di pregio ambientale e quelle destinate alle produzioni agroalimentari”. Così il consigliere regionale Luca Quintavalla commenta il progetto di legge per la “Localizzazione degli impianti alimentati a fonti rinnovabili nel territorio regionale”, le cosiddette aree idonee, approvato dalla giunta regionale con la delibera 345 del 9 marzo 2026.
La nuova legge riconosce ulteriori aree idonee – come ad esempio siti oggetto di bonifica, interporti e cave ripristinate – rispetto a quelle già indicate dalla legge nazionale e definisce il quadro regionale per l’installazione degli impianti da fonti rinnovabili, con l’obiettivo di accompagnare la transizione energetica assicurando, allo stesso tempo, criteri chiari di localizzazione e tutela del territorio. Il testo varato dalla giunta passa ora nelle mani dell’Assemblea Legislativa, dove è prevista l’approvazione entro fine aprile, dopo aver raccolto eventuali osservazioni da enti, imprese e consiglieri regionali.
“Un obiettivo centrale di questa nuova legge – spiega Quintavalla – è quello di stabilire un equilibrio tra il rinnovabile, che sosteniamo e incentiviamo come Regione, e la tutela dei territori. In poche parole, le fonti «green» come il fotovoltaico o l’eolico sono da valorizzare, ma non tutte le aree possono ospitare impianti di energia rinnovabile. Con questa normativa intendiamo favorire l’autoconsumo da parte delle imprese e contribuire alla creazione di Comunità energetiche rinnovabili”. In provincia di Piacenza, negli ultimi anni, si sono registrate diverse proposte di installazione di nuovi impianti di energia rinnovabile.
“Un caso su tutti – ricorda Quintavalla – è quello del progetto di parco eolico sul monte Crociglia, a Ferriere. Come Regione abbiamo già espresso il nostro parere, basato sui princìpi della legge sulle aree idonee e sulle criticità tecniche rilevate. Recentemente c’è stata anche la lunga questione del biometano a Sarmato e le numerose richieste di agrivoltaico in pianura, specialmente nei Comuni della «Bassa». La legge regionale, una volta approvata definitivamente in Assemblea Legislativa, potrà essere una guida chiara sia per i proponenti dei progetti sia per gli Enti locali, che invece finora hanno spesso dovuto subire decisioni calate dall’alto”.
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