“Nelle ultime settimane l’Ausl di Piacenza è stata teatro di licenziamenti, dimissioni volontarie e di una raffica di procedimenti disciplinari. È necessario capire cosa stia succedendo”, così Sara Soresi, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio Comunale, a commento dell’interrogazione appena depositata.
“Considerate le possibili ripercussioni che tali provvedimenti possono avere sull’organizzazione e sulla funzionalità dei servizi sanitari – osserva Soresi – ritengo doveroso comprendere quali siano i criteri adottati dall’azienda nell’individuazione dei destinatari dei procedimenti disciplinari perché, mentre alcuni licenziamenti e procedimenti disciplinari riguardano il personale coinvolto nel procedimento penale relativo alla gestione di procedure e appalti dell’Ausl, nel quale risulta coinvolta anche la direttrice generale Bardasi, per quest’ultima non risulta essere stato adottato nessun analogo provvedimento”.
“Non esprimo giudizi sulle persone e sarà la magistratura a stabilire eventuali responsabilità – continua la capogruppo – ma credo che sia compito delle istituzioni capire cosa stia accadendo dentro la nostra Azienda sanitaria, soprattutto quando emergono contemporaneamente licenziamenti, dimissioni, procedimenti disciplinari e possibili problemi di carenza di personale. Il rischio è che, attraverso questa situazione, alcuni uffici vengano di fatto svuotati, con una riduzione delle persone e delle competenze disponibili che può compromettere il regolare funzionamento dei servizi e aumentare il carico di lavoro sui dipendenti rimasti. Per questo è necessario sapere quali uffici siano oggi in difficoltà, quali attività risultino scoperte e come l’AUSL intenda garantire la continuità e l’efficienza dell’organizzazione”.
Prosegue l’esponente di Fratelli d’Italia: “E’ doveroso anche capire quali possano essere le ripercussioni che questi accadimenti potrebbero comportare sulle risorse pubbliche: alcune decisioni sono state assunte in presenza di procedimenti penali ancora pendenti, ed è dunque è necessario sapere quali valutazioni siano state effettuate rispetto alle possibili conseguenze nel caso in cui tali provvedimenti vengano successivamente impugnati, annullati o modificati, con conseguente possibile risarcimento del danno”.
Non solo. Nell’interrogazione vengono sollevati dubbi sulla gestione dei dati personali: “In alcuni procedimenti disciplinari, spiega Soresi, sarebbe stata trasmessa documentazione relativa all’indagine penale, compreso un avviso di conclusione delle indagini preliminari, anche a soggetti che non risulterebbero direttamente sottoposti a indagine, con ovvie ripercussioni in tema di privacy e protezione dei dati giudiziari. Un’eventuale diffusione non corretta di tali informazioni potrebbe esporre l’Azienda a contestazioni, richieste di risarcimento o altri procedimenti, con possibili conseguenze anche economiche a carico delle risorse pubbliche”.
“E proprio a proposito dell’utilizzo delle risorse pubbliche – prosegue la capogruppo – è necessario fare chiarezza anche sui costi della comunicazione dell’AUSL. L’Azienda dispone infatti di una propria struttura organizzativa dedicata alla comunicazione e nel 2026 è stata avviata la procedura per il conferimento della direzione della relativa UOC, per la quale saranno sborsati annualmente circa 132.000 euro. A questo si aggiungono incarichi esterni, tra cui uno da 19.500 euro, oltre all’affidamento a Black Lemon per 26.828 euro per meno di un anno”.
“Non contesto a priori la possibilità di ricorrere a professionalità esterne – precisa la consigliera – ma, quando un’azienda sanitaria dispone già di una propria struttura di comunicazione e di una direzione dedicata, per la quale vengono spesi circa 132.000 euro all’anno, credo sia necessario capire quanto costa complessivamente la comunicazione dell’AUSL, quali incarichi siano stati affidati all’esterno, per quali attività e perché si sia ritenuto necessario ricorrere a ulteriori soggetti. Il tema è sempre lo stesso: capire come vengono utilizzati i soldi pubblici e se le scelte adottate siano realmente necessarie, proporzionate e adeguatamente motivate”.
L’interrogazione chiede infine al Sindaco, quale autorità sanitaria locale, se intenda acquisire informazioni dalla Direzione dell’AUSL e dalla Regione e se ritenga necessario informare il Consiglio comunale, anche attraverso la convocazione di una commissione o del consiglio comunale.
“La domanda di fondo è molto semplice – conclude Soresi –: cosa sta succedendo all’AUSL di Piacenza? Se ci sono problemi di personale, organizzativi o gestionali, il Consiglio comunale e i cittadini hanno il diritto di sapere quale sia la situazione e quali siano le risposte che si intendono dare. Non possiamo ignorare il rischio che alcuni uffici vengano progressivamente svuotati, che i provvedimenti adottati possano generare contenziosi e ulteriori costi e che questo finisca per indebolire la capacità dell’Azienda di garantire servizi adeguati alla comunità”.
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