Il consiglio comunale approva il rendiconto della gestione del Comune di Piacenza relativo all’esercizio 2025.
Il Comune chiude l’esercizio con un avanzo di amministrazione complessivo di 56 milioni 800 mila euro: “Un risultato che supera quello dello scorso anno che era di 54 milioni 900 mila e testimonia una gestione finanziaria di assoluta solidità connotata dalla presenza di un avanzo disponibile positivo di 7 milioni 400 mila, pari al 2,62% sul totale delle entrate complessive del rendiconto e dell’assenza di squilibri. Vengono rispettati tutti gli equilibri di bilancio”, commenta l’assessore al Bilancio, Gianluca Ceccarelli.
“Il bilancio di un Comune non è solo e semplicemente una somma di numeri, è il racconto delle scelte politiche che facciamo e della direzione che vogliamo dare alla città. Il rendiconto 2025 ci restituisce l’immagine di un ente saldo nei conti ma soprattutto attivo nelle politiche pubbliche. Una città che investe, che programma e che utilizza le risorse e la responsabilità per rafforzare i servizi, infrastrutture e opportunità per i cittadini. I numeri non solo sono un risultato contabile, sono la prova concreta di un’amministrazione che governa con equilibrio finanziario e con una visione chiara dello sviluppo di Piacenza”.
Critico il centrodestra, come spiega Massimo Trespidi.
“Questo documento ci consegna sinteticamente alcuni dati che hanno un valore di natura politica. Il primo: la spesa corrente cresce vertiginosamente e di questa spesa corrente il 60% e qualcosa in più è dovuto a spese per beni e servizi, dove sono contenute, tanto per dare un’idea, le consulenze e gli incarichi. C’è un aumento della pressione fiscale imposta da questa amministrazione. Terzo, la spesa in conto capitale è anch’essa esplosa per un motivo molto semplice: è esplosa perché avete beneficiato e goduto dei finanziamenti del PNRR. Questo ci induce a fare una seria riflessione su un aspetto: quando termineranno i fondi del PNRR, nel 2026, a partire dal 2027 il Comune dovrà fare una politica di investimenti utilizzando risorse esclusivamente proprie. E questo ci induce a pensare che sarà necessario fare un’analisi precisa di quelle che sono le necessità effettivamente in termini di opere pubbliche, perché diminuiranno sicuramente le risorse finanziarie a nostra disposizione”.
Note critiche anche dall’opposizione rappresentata da Alternativa Per Piacenza, nelle parole di Luigi Rabuffi.
“La missione 1 (servizi istituzionali, generali e di gestione), con i suoi quasi 42 milioni di euro di spesa, attesta conti alla mano quello che è il costo di funzionamento di fatto della macchina comunale, una macchina costosa che grava quindi annualmente per circa 400 euro a testa su ogni piacentino, neonati compresi: sono 42 milioni, siamo a poco più di 100 mila, è facile fare il calcolo. C’è da dire che quei 41 mila euro di spesa utilizzate per far partecipare i dirigenti e le elevate qualificazioni al progetto “Allenare la squadra”, sono solo una piccola posta di questa macrospesa, ma onestamente, per quello che lo dico, visti i problemi economici che molti piacentini oggi vengono, forse se ne poteva anche fare a meno”.
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