Politica

Bagni pubblici a pagamento o gratuiti? Scontro in consiglio comunale, il centrodestra: “Dalla giunta sempre e solo alzate di scudi”

Bagni pubblici di piazza Cavalli restaurati, a pagamento o gratuiti? Se n’è discusso in consiglio comunale questo pomeriggio. La giunta, infatti, ha deciso di introdurre una tariffa di 50 centesimi per usufruire dei servizi. Un modo non tanto per fare cassa, come spiegato dalla giunta, ma per sensibilizzare gli utenti: un deterrente contro atti vandalici e danneggiamenti. Dubbi da parte del centrodestra. Luca Zandonella, della Lega, ha proposto di sperimentare per sei mesi un metodo differente: bagni gratuiti e ingresso mostrando carta d’identità o tessera sanitaria. Passaporto per i visitatori provenienti dall’estero.

Premetto che sono assolutamente d’accordo con la volontà di controllare maggiormente l’accesso ai bagni pubblici: controllare maggiormente gli ingressi è sicuramente un’azione positiva che mi trova concorde. Ci potrebbero anche essere altre modalità per controllare l’accesso evitando il costo di ingresso, la tariffa che si propone con questa delibera di introdurre. Si potrebbero installare dei varchi motorizzati con la tessera sanitaria”.

Come detto, Zandonella proponeva di sperimentare questo sistema. Ma l’assessore competente, Matteo Bongiorni, ha detto no.

Lo dico proprio per responsabilità di uso dei servizi pubblici, cioè il tema della gratuità tout court per me è un problema, e me lo pongo non solo da amministratore ma anche da cittadino, perché a volte va a sottovalutare nella sua interezza quello che è un servizio che dovrebbe essere civile e gestito da tutti in modo educato, ma che poi nei fatti non è e non si verifica come tale”.

Una decisione, quella di Bongiorni, che ha innescato il disappunto di Patrizia Barbieri, la quale ha parlato di una chiusura netta ingiustificata.

Noi con tutta la buona volontà cerchiamo di dialogare, se poi anche sulle cose banali dobbiamo stare qui a vedere sempre alzate di scudi che cosa vi dobbiamo dire? Un minimo di condivisione su un percorso che non obbligava nessuno. Quindi a fronte di atteggiamenti che sono immotivatamente di chiusura nei riguardi di un discorso di buon senso, con una opposizione che si era già espressa positivamente anche in Commissione, che ha collaborato, ma ragazzi di che cosa stiamo parlando?”.

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