Grande successo per la prima a Venezia del cortometraggio piacentino “Briciole al cielo”, presentato nella prestigiosa cornice della Scuola Grande San Teodoro, a pochi passi dal Ponte di Rialto.
In una città assolata e affollata per l’inizio della 61a Biennale, AIDO nazionale e regionale del Veneto hanno organizzato un importante evento di sensibilizzazione sulla donazione degli organi scegliendo proprio il film di Tiramani (che racconta il ritorno alla vita del piccolo Giordano) per portare una storia vera che ancora una volta ha profondamente colpito i presenti, con tanti occhi lucidi in sala.
Significative e spesso toccanti le parole del Presidente della Regione Veneto Luca Zaia, degli assessori regionali Paola Roma e Gino Gerosa, della consigliera regionale Laura Besio, del Patriarca di Venezia mons. Francesco Moraglia, del Direttore del Centro Nazionale Trapianti Giuseppe Feltrin, del coordinatore della rete trapianti veneta Enrico Petranzan, della chirurga di Padova (che ha partecipato al trapianto di fegato di un bimbo in arrivo dalla martoriata Gaza) Annalisa Dolcet, del cardiochirurgo che è interprete della storia di Giordano, Carlo Pace Napoleone e del padre domenicano Fra Giuseppe Giacon.
La mattinata, condotta dalla piacentina Valeria Tedaldi, è stata introdotta da Flavia Petrin, presidente nazionale AIDO e da Valentino Rossin, presidente regionale AIDO del Veneto, che hanno sottolineato con forza la necessità dell’impegno delle Istituzioni, della scuola e del volontariato per portare a tutti un’informazione completa e corretta sulla donazione degli organi perché non possiamo perdere oltre 300 persone all’anno proprio per mancanza di organi.
Evidente la commozione di Tiramani nel suo breve intervento che, indicando la foto del piccolo Giordano sullo schermo, ha concluso “vorrei avere qui le tante persone che hanno detto NO alla donazione post mortem per dire loro ‘dite NO adesso a Giordano e a tutti gli altri sorrisi!’”.
Annalisa, la mamma del piccolo bimbo genovese trapiantato di cuore, ha mandato un commovente videomessaggio con l’espressione della grande riconoscenza verso la famiglia dell’altro piccolo che, con la sua morte, ha generato vita.
Unanimi i commenti sul cortometraggio piacentino con appassionati inviti dal palco a diffonderlo il più possibile soprattutto nelle scuole, perché la grande forza che porta con il suo messaggio rappresenta il miglior strumento per diffondere la cultura del dono. “Tante strette di mano, tanti ‘grazie’ non di piaggeria e le molteplici richieste di partecipare a future proiezioni in diverse parti d’Italia fanno capire che abbiamo colto nel segno, pur con scelte cinematografiche e narrative un poco azzardate” ha commentato Tiramani al termine dell’evento.
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