Caduta del Governo, il sindaco Tarasconi: “Delusione, il Parlamento dovrebbe prima di tutto avere a cuore l’interesse dei cittadini”. Si voterà il 25 settembre

Governo Draghi, proseguono le consultazioni: le opinioni politiche da Piacenza - AUDIO

Sergio Mattarella accompagna Mario Draghi nel laborioso processo di dimissioni e scioglie le Camere sancendo la fine anticipata della legislatura. Si voterà domenica 25 settembre. Un periodo lungo, al quale si aggiungeranno altre settimane per la formazione del nuovo governo e che permetterà quindi al premier Mario Draghi – naturalmente in carica per gli affari correnti – di continuare a guidare il Paese per circa altri quattro mesi. Da qui nasce l’appello preoccupato del presidente della Repubblica che, dopo aver firmato il decreto di scioglimento, compare agli italiani per ricordare quanto la situazione sia difficile e per sensibilizzare i partiti a collaborare con il presidente del Consiglio nonostante la campagna elettorale si annunci spigolosa.

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“Che delusione”, commenta il sindaco Katia Tarasconi.

IL COMMENTO DI KATIA TARASCONI

Un governo dovrebbe avere il tempo di governare. E governare significa anche pianificare, programmare, perché è così che si garantisce un futuro al Paese. Non si ha quasi più memoria di un governo che abbia avuto la possibilità di lavorare per l’intera durata della legislatura, che è un periodo scelto non certo a caso: è il minimo per poter fare quello che va fatto per il bene della comunità. Alla fine di quel periodo (ripeto: alla fine) i cittadini giudicheranno con il voto se il lavoro fatto corrisponde alle aspettative e alle esigenze del Paese.

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Indipendentemente dalle valutazioni su chi è al governo o dagli interessi di chi vorrebbe esserci, io penso davvero che il Parlamento dovrebbe prima di tutto avere a cuore l’interesse dei cittadini che lo hanno eletto. O meglio, avrebbe dovuto. E se magari questa considerazione è passata di mente ai parlamentari che hanno di fatto aperto l’ennesima crisi, a ricordargliela c’erano quasi duemila firme di altrettanti sindaci italiani che chiedevano col cuore in mano di consentire all’esecutivo di poter continuare a fare il suo lavoro in un periodo delicatissimo come mai prima d’ora. Ma non è bastato. Non è bastata una guerra in Europa con conseguenze pesantissime sui costi dell’energia e relative ripercussioni su famiglie e imprese, non è bastata la gestione complicata di un post-pandemia, non è bastata la necessità di gestire i fondi del PNRR indispensabili per il Paese e i tuoi territori. Tutto questo non è bastato; ci voleva anche la caduta del governo a “facilitare” la vita di tutti noi. Che delusione.

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