Economia

“Il territorio piacentino è dinamico e in equilibrio, uno dei più resilienti a livello nazionale”. Occupazione e PIL in crescita – AUDIO

Un territorio in equilibrio dinamico, solido nei fondamentali economici (+3% l’occupazione nel 2024 e +0,5% il Pil), ricco di capitale sociale (722 enti del Terzo Settore) e dotato di una governance collaborativa rara: è questa la fotografia di Piacenza che restituisce il Rapporto sulla coesione sociale curato dalla Camera di commercio dell’Emilia con il contributo della Fondazione di Piacenza e Vigevano e in collaborazione con Ifoa, la Provincia di Piacenza e il Comune capoluogo.

“L’analisi – sottolinea il presidente della Camera di commercio dell’Emilia, Stefano Landi – abbraccia diversi ambiti di particolare importanza, perché è in questa visione ampia che si possono cogliere gli intrecci che esistono tra l’uno e l’altro e, insieme, vanno a determinare la qualità della vita delle persone e possono orientare le scelte dei diversi soggetti che concorrono allo sviluppo del territorio”.

E’ dunque da qui – spiega il vicepresidente vicario dell’Ente camerale, l’imprenditore piacentino Filippo Cella – che emerge una realtà locale alle prese con alcune sfide importanti (tra queste il disagio giovanile, la pressione sul sistema abitativo e di welfare), ma nella quale spicca una forte reattività delle istituzioni e, soprattutto, una singolare capacità di lavoro di rete che coinvolge amministrazioni locali, istituzioni scolastiche e sanitarie, mondo dell’impresa e del volontariato”.

“E’ anche grazie a questo patrimonio – osserva Cella – che le trasformazioni in atto sono affrontate con progetti che superano la logica dell’emergenza e diventano (come nel caso del problema abitativo) elementi strategici destinati a segnare il futuro della società locale”.

Il Rapporto camerale, curato da Gino Mazzoli, psicosociologo dell’Università Cattolica, va ad approfondire, come si è detto, i movimenti più rilevanti registrati nell’economia e nella società piacentina, analizzate per la prima volta con questa ampiezza e profondità.

IL RAPPORTO

Demografia. Residenti stabili per l’incidenza dell’immigrazione

Negli ultimi dieci anni il numero dei residenti in provincia di Piacenza è rimasto sostanzialmente stabile a quota 286.000. Risultano però evidenti cambiamenti molto significativi e, tra questi, il forte calo (-3.000 residenti) dovuto ai decessi nella stagione della pandemia (quasi 5.000 nel 2020) e la successiva ripresa legata principalmente a quell’immigrazione dall’estero che già aveva determinato, tra la fine degli anni novanta e il 2011, un aumento della popolazione di 25.000 unità.

La conferma viene anche dai dati relativi al saldo naturale (il rapporto nati-morti), che è negativo da oltre venticinque anni; la stabilità dei residenti e il lieve incremento del 2024 (+0,47%) sono dunque attribuibili alle immigrazioni dall’estero.

Un fenomeno – spiega il curatore del rapporto, Gino Mazzoli – reso meno visibile dalle acquisizioni di cittadinanza, tanto che nel 2024, a fronte di 3.000 nuovi ingressi di persone straniere, il dato complessivo dei residenti provenienti da altre aree del mondo è sceso a 43.291, con un calo di 96 unità.

A Piacenza, comunque, non soltanto si arriva, ma da qui si parte, tanto che oggi il numero dei piacentini iscritti all’anagrafe degli italiani residenti all’estero è pari all’8% del totale dei residenti, vale a dire 23.396. Un dato rispetto al quale l’attenzione degli amministratori pubblici si concentra soprattutto sul tema dei giovani e sulle azioni per trattenerli, perché 29% degli emigrati degli ultimi dieci anni è rappresentato proprio da giovani, il 53% dei quali è in possesso di una laurea.

Tra le conseguenze – seppure non la più rilevante – spicca un progressivo invecchiamento della popolazione, con gli over 60 che rappresentano un terzo dei residenti e sono aumentati del 5% tra il 2018 e il 2024, mentre gli under 30 sono aumentati soltanto dell’1%.

Tra i dati più significativi relativi alla demografia piacentina emerge un aumento significativo della popolazione soprattutto nei comuni collinari e della bassa montagna (da Travo a Borgonovo Val Tidone, Castell’Arquato, Gazzola, Ziano Piacentino, Rivergaro), affiancati a Castel San Giovanni, dove l’aumento dei residenti appare comunque legato più strettamente all’espansione del polo della logistica.  Prosegue, invece, lo spopolamento delle aree del crinale.

Economia. Imprese stabili, lieve aumento del Pil

Sul versante economico la provincia di Piacenza si connota come una delle realtà più resilienti sia a livello regionale che nazionale, a partire da una sostanziale stabilità del numero delle imprese attive, che alla fine del 2024 risultavano 25.569

“Al 30 settembre scorso – spiega il vicepresidente vicario Filippo Cella – siamo passati a 25.649 unità attive, con una lieve crescita sulla fine del 2024 e un dato sostanzialmente in linea con quello del mese di settembre dello scorso anno, mentre a livello regionale e nazionale si sono registrati cali, rispettivamente, dello 0,7 e dello 0,6%”

“Il tessuto imprenditoriale locale – prosegue Cella – risulta solido e soprattutto competitivo, come del resto abbiamo visto anche nella fase della pandemia, quando il calo del Pil è stato tra i più bassi d’Italia (-5,6% nel 2020) e la successiva ripresa si è dimostrata più incisiva che altrove, con un +7,4% nel 2021 e un +3% nel 2022”.

“Il tasso di crescita – prosegue il vicepresidente della Camera di Commercio dell’Emilia – si è decisamente abbassato negli ultimi anni, portandosi allo 0,5% nel 2024 e allo 0,3% stimato per il 2025 (steso dato del 2023), ma le previsioni ci dicono che nel 2026 dovremmo registrare un dato migliore, con il Pil in crescita dell’1%”.

Miglioramenti sono attesi per i comparti fondamentali dell’economia piacentina, vale a dire i servizi (previsti in crescita dell’1,1% nel 2026 rispetto al modesto +0,3% del 2025 e al saldo zero del 2024) e l’industria, che dovrebbe passare dal +0,1% del 2025 (seguito al +0,6% del 2024) al +1%

La modesta crescita del 2025 è attribuibile, secondo Cella, alla flessione delle esportazioni (ancora in crescita nel 2024), sulle quali, come è noto, incidono anche prodotti provenienti da altre aree del Paese. Nel 2026, comunque, è prevista una netta ripresa, che dovrebbe portare ad una crescita del 7,2%.

“E’ un’economia che tiene – spiega Cella – e lo si vede anche dai dati relativi all’occupazione e al reddito delle famiglie, ma certamente va monitorata in alcune criticità, a partire dal disallineamento tra domanda e offerta di lavoro che rappresenta un’emergenza, associata a quella delle abitazioni per i lavoratori, per arrivare al calo delle imprese del commercio (140 in meno tra il 2023 e il 2024), che rischia di riguardare le comunità più fragili e periferiche”.

Lavoro e reddito delle famiglie

Nel 2024 l’occupazione è salita del 3%; in altri termini, si sono registrati 4.000 occupati in più, mentre i disoccupati sono scesi di 1.400 unità (-16%) e gli inattivi sono diminuiti del 2%, con un calo di 900 unità.

Il tasso di occupazione (15-64 anni) è così salito al 71,6% (la media regionale è risultata del 70,3%), mentre il tasso di disoccupazione è sceso al 5,1% (era al 6,5%  nel 2023). “sono indicatori tra i più importanti – sottolinea Cella – per valutare lo stato di salute dell’economia e della società piacentina, ed è significativo, al proposito, il fatto che il tasso di occupazione si sia portato a livelli mai raggiunti negli ultimi anni”.

“Sullo sfondo, però – spiega Mazzoli – resta il tema di una maggiore precarizzazione del lavoro.  Nonostante i livelli di ricorso alla cassa integrazione restino bassi e si possa parlare di una flessione della disoccupazione che ha un carattere strutturale, aumentano in modo significativo i contratti a termine (41.210 nel 2024, cioè quasi 2.000 in più rispetto al 2023), mentre quelli a tempo indeterminato diminuiscono in misura analoga (1.700 in meno, per un totale di 8.209 in un anno)”.

La valutazione dello psicosociologo della Cattolica, che emerge dalle indagini qualitative che si sono legate a interviste e confronti diretti con tutti gli attori dello sviluppo piacentino, indicano però un impegno molto evidente delle imprese piacentine rispetto al miglioramento delle condizioni dei lavoratori (welfare aziendale) e all’integrazione dei migranti. “C’è diffusa consapevolezza – sottolinea Mazzoli – che per rendere sicuro ed efficace l’inserimento è necessario affiancare alla disponibilità lavorativa percorsi mirati di apprendimento linguistico e formazione tecnica. L’integrazione, dunque, non viene letta solo come una questione sociale, ma anche come un fattore strategico perla sicurezza sul lavoro e per la tenuta del sistema produttivo”.

In un quadro in cui, comunque, il lavoro aumenta, si innesta una crescita, seppure contenuta, dei redditi reali delle famiglie; nonostante negli ultimi otto anni l’aumento dei prezzi abbia sensibilmente eroso la crescita in termini nominali (+24%), l’effettivo potere d’acquisto è infatti cresciuto del 5%, mentre sono diminuite sensibilmente le sofferenze bancarie delle famiglie ed è aumentato il risparmio; dati, questi ultimi, che indicano una maggior prudenza sugli investimenti a debito in stagioni complesse.

Socio-sanitario. Calano gli accessi al Pronto Soccorso. Resta il disagio dei minori

Quello relativo alla salute rappresenta uno dei diversi capitoli sui quali il territorio piacentino si presenta con dati che indicano il permanere di alcune sofferenze (il disagio psicologico e psichiatrico dei minori, tra queste), ma, al contempo, una capacità di risposta molto efficace da parte delle istituzioni sanitarie.

Nel 2024, pazienti della Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenzasono risultati in lieve crescita, portandosi a 5.596 (+37), mentre sono sensibilmente diminuiti gli utenti del servizio di salute mentale per gli adulti (-798, con un dato finale di 5.559). Il disagio (ansia, ritiro sociale, disturbi alimentari, forme di autolesionismo) aumenta, dunque, soprattutto tra i minori e i giovani adulti, ed è per questo che l’Ausl di Piacenza ha attivato l’unità specializzata YOUth, con programmi di prevenzione nelle scuole e sportelli di ascolto.

Il rapporto camerale sposta poi lo sguardo sugli accessi al pronto soccorso ospedaliero, rilevando un sensibile calo sia nel medio periodo (dal 219 al 2024) che nell’ultimo anno.

Il tasso di accesso (per 1.000 abitanti) è passato dal 338 del 2019 al 248 del 2024 (era al 338 nel 2023), con una flessione del 34%.

Un risultato importante su quale ha inciso positivamente l’introduzione di nuove misure come i CAU e le Case della Comunità,  che mirano proprio a decongestionare il sovraccarico degli ospedali.

“A Piacenza – sottolinea tra l’altro il Rapporto – il modello delle Case della Comunità si è affermato come uno degli esempi più avanzati a livello regionale. Queste strutture rappresentano un punto di riferimento non solo sanitario, ma anche sociale, dove diversi servizi si integrano per rispondere ai bisogni delle persone in modo coordinato e accessibile”.

Il benessere dei cittadini può contare, tra l’altro, su una fitta rete di realtà del Terzo Settore (722), all’interno della quale le Organizzazioni del Volontariato (215) si presentano con indici superiori alla media regionale e nazionale, affiancate da Associazioni di Promozione Sociale (398) che appaiono in linea con i dati regionali e largamente superiori a quelli nazionali.

Scuola. Prima infanzia e secondarie di II grado trainano la crescita

Quanto al sistema dell’istruzione, il Rapporto camerale evidenzia che la pandemia ha segnato un’inversione di tendenza nel calo del numero di studenti

delle scuole provinciali. La crescita degli iscritti dopo il 2020 infatti non ha solo pareggiato, ma ha superato il numero di studenti pre-covid. Questa crescita è stata principalmente trainata dai Servizi per la Prima Infanzia (+27% gli iscritti dal 2020 al 2024) 3%) – che dopo l’introduzione di nuove politiche regionali di sostegno economico per le rette hanno subito una forte inversione di tendenza nonostante il calo delle nascite – e dalle scuole superiori (+6%), che ancora non subiscono gli effetti dell’inverno demografico.

Nell’anno scolastico 2024/25, gli iscritti alle scuole di ogni ordine e grado piacentine sono risultati 39.680, con cali per le scuole d’infanzia, le primarie e le secondarie di primo grado; in aumento, invece, gli iscritti ai nidi e alle secondarie di secondo grado, così come avvenuto nei tre anni precedenti.

Di pari passo con la ripresa dei flussi migratori, aumenta anche il numero dei bambini e dei ragazzi stranieri, che oggi rappresentano il 26% sul totale degli iscritti alle scuole piacentine, con incidenze più alte della media per la scuola primaria (32%), le scuole d’infanzia (29%) e le secondarie di primo grado (27%).

I COMMENTI

Katia Tarasconi, Sindaca di Piacenza

“Il Rapporto sulla coesione sociale restituisce un’immagine di Piacenza che ci onora e ci responsabilizza. I dati confermano che siamo un territorio in equilibrio dinamico, capace di coniugare solidità economica e capitale sociale. La crescita dell’occupazione, l’aumento del PIL e la presenza di oltre 700 realtà del Terzo settore testimoniano la vitalità del nostro tessuto produttivo e il valore delle reti di prossimità, volontariato e cittadinanza attiva.

Al tempo stesso, il rapporto mette in luce sfide che non possiamo ignorare: il disagio giovanile, la fragilità abitativa, la tenuta del sistema di welfare. Sono criticità che richiedono risposte integrate, strutturali e lungimiranti. Come Amministrazione comunale, siamo consapevoli che il modo migliore per affrontare queste trasformazioni è rafforzare la governance condivisa che caratterizza il nostro territorio.

Lavorare insieme – istituzioni, scuole, sanità, imprese e Terzo settore – è la strada che Piacenza ha scelto per trasformare i problemi in opportunità. Progetti come quelli già avviati per la casa, la rigenerazione urbana e l’inclusione giovanile ne sono una prova concreta. Siamo orgogliosi del lavoro fatto fin qui, ma ancor più motivati a proseguire, convinti che la coesione sociale sia la chiave per costruire una comunità più giusta, solidale e resiliente”.

Monica Patelli, Presidente della Provincia di Piacenza

”La pianificazione territoriale e il confronto di rete sul territorio sono due asset strategici per la coesione sociale che vedono la Provincia di Piacenza impegnata con costanza e capillari e pertanto, il rapporto camerale presentato quest’oggi rappresenta per il nostro Ente uno strumento di interesse. Il Piano Territoriale di Area Vasta di Piacenza, approvato dalla Provincia nel 2024, individua infatti obiettivi e azioni incardinati sulla visione portante di “Piacenza futura, provincia attraente, snodo ed eccellenza nel Sistema Padano, un unicum da proteggere, potenziare, capitalizzare”, ma il nostro Ente continua a compiere anche un’attenta attività di analisi legata agli indicatori del Benessere Equo e Sostenibile (BES), allo scopo di valutare il progresso di una società dal punto di vista economico, sociale e ambientale; attualmente la Provincia risulta impegnata nell’ “Indagine sulla logistica”, realizzata in collaborazione con autorevoli istituzioni del mondo della ricerca e in confronto con i numerosi stakeholder del territorio”.

Roberto Reggi, Presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano

“Il Rapporto curato dalla Camera di commercio in collaborazione con IFOA e dallo psicosociologo Gino Mazzoli, è uno strumento da tempo consolidato e molto atteso nella provincia di Reggio Emilia, che per la prima volta l’ente camerale ha esteso anche a Piacenza e a Parma.

Nato per monitorare lo stato di salute economico e sociale del territorio prendendo in esame indicatori significativi, questo studio ci restituisce una immagine accurata della situazione occupazionale, dell’istruzione e dello sviluppo, e mette a fuoco i punti di forza così come le nostre fragilità.

Una fotografia dell’oggi fatta di dati concreti, che si rivelerà utilissima per guidare lo sviluppo di politiche sociali ed economiche sempre più mirate da parte di tutte le istituzioni e le realtà vitali di Piacenza. Una fotografia anche molto tempestiva, caratteristica che la rende particolarmente preziosa anche per la Fondazione, che agisce come ente sussidiario a fianco delle istituzioni, ma con una modalità operativa rapida e indipendente, da agente di sviluppo immediato, che può anticipare obiettivi e strategie e accelerare la convergenza sulle priorità individuate. Ringrazio dunque la Camera di commercio dell’Emilia per questo lavoro al servizio di una programmazione sempre più efficace».

Iscriviti per rimanere aggiornato!

Compilando i campi seguenti potrai ricevere le notizie direttamente sulla tua mail. Per garantire che tu riceva solo le informazioni più rilevanti, ti chiediamo gentilmente di mantenere aggiornati i tuoi dati.

Share

Articoli recenti

Amazon, protestano gli addetti alla sicurezza a Castel San Giovanni: “Esuberi senza basi, il lavoro non è merce”

Oggi, 28 gennaio, di fronte ai cancelli di Amazon a Castelsangiovanni (Piacenza) La Filcams Cgil…

7 minuti fa

Bilancio positivo per il progetto Euthentic Voices, Consulta degli Studenti candidata a un premio europeo

La Consulta provinciale degli Studenti presenterà la propria candidatura al Premio europeo Carlo Magno per…

14 minuti fa

Il Comune rafforza i presìdi di legalità: approvate le linee guida contro riciclaggio e finanziamento del terrorismo

La Giunta comunale di Piacenza ha approvato le Linee guida per la prevenzione e il…

2 ore fa

Alcol e droga al volante, incidenti e omissione di soccorso: tre persone denunciate dai carabinieri

I carabinieri del Comando Provinciale di Piacenza hanno denunciato in stato di libertà tre uomini…

2 ore fa

Vive da eremita tra i boschi, la storia del “vichingo” della Diga di Mignano: commosso dopo l’aiuto dei carabinieri

Dallo scorso ottobre 2025 i militari hanno monitorato la situazione e, nei giorni scorsi, hanno…

2 ore fa

Intento a spacciare nei pressi di un locale, denunciato un 21enne a Castel San Giovanni

Fermato dai carabinieri di Borgonovo Val Tidone un giovane con dosi di hashish e 180…

3 ore fa