Nominare subito come commissari i presidenti uscenti e cercare risposte condivise per i casi più critici. Sono le proposte avanzate dall’assessore regionale allo Sviluppo economico e al Lavoro, Vincenzo Colla. Colla è intervenuto questa mattina in rappresentanza della Conferenza delle Regioni al tavolo convocato dal ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli. L’assessore ha dato così anche seguito alla mozione approvata all’unanimità in sede di Commissione Bilancio del Senato sulla complessa vicenda della riorganizzazione delle Camere di Commercio; riorganizzazione che in Emilia-Romagna riguarda gli accorpamenti di Ravenna e Ferrara da un lato, e Piacenza, Parma e Reggio Emilia dall’altro.
Nel corso dell’incontro, svolto in modalità virtuale, da tutte le parti è venuta la richiesta di procedere al completamento della riforma, anche con un monitoraggio progressivo dell’avanzamento. Il ministro Patuanelli ha confermato di essere impegnato a operare i commissariamenti. Per rispondere invece alla richiesta, avanzata da più parti, di trovare una soluzione specifica per i territori in cui si sono evidenziate difficoltà, il ministro ha previsto di fare nuovi approfondimenti tecnici, per trovare soluzioni condivise da portare ad un prossimo tavolo.
“Non siamo contrari alle unificazioni, ma vogliamo risolvere i problemi che queste stanno determinando sui territori”, ha affermato l’assessore Colla.
“Alla luce della difficile situazione che stiamo vivendo, causata della pandemia, non possiamo perdere tempo in una discussione sulla rappresentanza. La priorità oggi deve essere come aiutare le imprese e per questo servono enti camerali funzionali ed efficienti. Per questo nominiamo subito commissari gli attuali presidenti in forza alle Camere di commercio– è quindi la richiesta di Colla– e trattiamo a parte i casi critici per verificare se riusciamo trovare soluzioni”.
Il decreto legge Agosto aveva fissato al 14 ottobre la data per il completamento della riforma del sistema camerale (DL 219 del 2016), con l’obiettivo di portare le Camere di commercio da 105 a 60, avviando i processi di accorpamento di quelle al di sotto di una determinata soglia dimensionale. Il Ministero aveva a sua volta annunciato il commissariamento nei casi in cui non si fosse proceduto agli accorpamenti nei tempi previsti.
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