Con oltre 68 mila dosi, anche Piacenza è pronta a partire con la campagna anti-influenzale. Tante le novità previste quest’anno, anche per contrastare la contemporanea circolazione del Covid. L’influenza può non sembrare una patologia da “prendere sul serio”, ma la realtà è ben diversa. Innanzitutto non è da prendere alla leggera per le categorie a rischio, secondariamente la diffusione del virus influenzale, unitamente alla diffusione del Covid, potrebbe mettere in difficoltà il sistema sanitario. Insomma, se si considera che basta solo una piccola e indolore iniezione e che quest’anno si allarga la platea delle somministrazioni gratuite.
“Oltre al vaccino dovremmo mantenere vive anche quelle abitudini che la pandemia da Covid ci ha insegnato: lavarci spesso le mani, utilizzare il gel disinfettante e indossare la mascherina nei luoghi affollati. Sappiamo che non è più obbligatoria, però resta comunque un gesto importante”, ha detto il direttore generale dell’Ausl, Paola Bardasi.
Inoltre quest’anno l’Ausl si attende un’influenza diffusa a causa di un ceppo particolarmente contagioso, mentre il picco influenzale potrebbe essere anticipato al mese di novembre: “Questa maggiore virulenza è prevista per due aspetti. Innanzitutto ci aspettiamo una mutazione ogni cinque anni circa, secondariamente abbiamo interrotto quelle buone abitudini che avevamo adottato durante la pandemia”.
Poiché anche per questa stagione è attesa una co-circolazione di virus influenzali e Covid, la campagna punta a rafforzare ulteriormente l’offerta e innalzare la copertura per le persone ad alto rischio, di tutte le età, per condizione patologica, fisiologica (gravidanza) o esposizione lavorativa, con un duplice obiettivo: ridurre le complicanze legate all’influenza e, di conseguenza, gli accessi ai Pronto soccorso, evitando co-infezioni con il Covid. In particolare, si punta a raggiungere il 75% di copertura vaccinale nei cittadini dai 65 anni in su (fascia d’età per cui l’Emilia-Romagna è già al primo posto tra le grandi regioni italiane come percentuale di copertura), e comunque a confermarne il trend in aumento e le buone coperture vaccinali del personale sanitario.
La vaccinazione antinfluenzale viene offerta gratuitamente alle persone di età uguale o superiore a 60 anni con particolare riguardo a operatori e residenti di strutture assistenziali, con o senza patologie croniche; donne in gravidanza, indipendentemente all’età gestazionale o in post partum; medici e personale sanitario di assistenza nelle strutture sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali; soggetti di qualunque età ricoverati presso strutture per lungodegenti; persone rientranti nella fascia d’età 6 mesi-59anni con patologie croniche che espongono ad elevato rischio di complicanze o di ricoveri correlati all’influenza (compresi i conviventi); addetti ai servizi pubblici di primario interesse collettivo (forze dell’ordine e protezione civile, compresi i Vigili del fuoco, Carabinieri, Militari e la Polizia municipale; personale dei trasporti pubblici, delle poste e delle comunicazioni, volontari dei servizi sanitari di emergenza e dipendenti della pubblica amministrazione che svolgono servizi essenziali); personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani; volontari in ambito sociosanitario e donatori di sangue. Su richiesta degli interessati, è prevista la gratuità anche per bambini sani dai 6 mesi ai 6 anni.
Il vaccino potrà essere somministrato presso i servizi vaccinali regionali a pagamento su richiesta degli interessati a soggetti sani che rientrano nelle fasce d’età 7 anni – 59 anni, ma solo a condizione che venga prioritariamente garantita la vaccinazione delle categorie per le quali il ministero prevede l’offerta attiva gratuita.
In questi casi, trattandosi di prestazioni facoltative e non incluse nei Livelli essenziali di assistenza, si applica il pagamento di 22 euro a dose (comprensivo del costo del vaccino sostenuto dal servizio sanitario regionale).
I cittadini tra i 18-59 anni sani potranno essere vaccinati anche presso le farmacie convenzionate aderenti e la prestazione sarà a pagamento, secondo quanto previsto dall’accordo nazionale.
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