Economia

Cassa integrazione a Piacenza: calo dell’85% per quella ordinaria, straordinaria e in deroga quasi azzerate

Durante il primo semestre del 2022 è ulteriormente calato il ricorso da parte delle imprese piacentine alla Cassa integrazione a sostegno dei lavoratori dipendenti per fronteggiare le situazioni di crisi aziendale, riportando sostanzialmente la situazione ai livelli pre-pandemici, e confermando con ciò la robustezza della ripresa dell’economia piacentina, in continuità con gli andamenti dello scorso anno. Le ore autorizzate in provincia di Piacenza sono state infatti nel complesso 464.733, oltre 4,8 milioni in meno rispetto al primo semestre 2021, con una variazione pari a -91,2%, superiore a quella registrata a livello regionale (-84,0%) e nazionale (-79,0%).

Il ricorso agli strumenti di integrazione salariale ha riguardato di fatto in questo periodo quasi esclusivamente la cassa ordinaria (utilizzata per le crisi congiunturali), che si riduce di altri 2,5 milioni di ore (-85,4%) portandosi a circa 440mila, visto che risultano ormai azzerate la cassa straordinaria (relativa a situazioni di crisi strutturali e a riconversioni aziendali) (-98,7%, da 400mila a poco più di 5mila ore) e la cassa in deroga (-99,0%, da 1,9 milioni di ore a meno di 20mila). Va segnalato inoltre che a Piacenza si registra un’evoluzione della cassa straordinaria più positiva e che va in controtendenza rispetto alle dinamiche osservate mediamente in Emilia-Romagna (+103,7%) e in Italia (+48,7%), dove questo strumento risulta invece notevolmente in crescita.

A livello settoriale, è sempre l’industria manifatturiera ad assorbire la quota più elevata di CIG nel corso dei primi sei mesi del 2022, 386.282 ore (tutte in cassa ordinaria) pari all’83%, e, in quest’ambito, il comparto metalmeccanico con quasi 200mila ore autorizzate. Segue l’edilizia con circa 47mila ore (anche in questo caso tutte in cassa ordinaria) e l’aggregazione di commercio/servizi con 21mila ore (di cui 8mila in deroga a supporto del settore alberghiero e della ristorazione). Chiudono i trasporti e la logistica con 10mila ore, delle quali 5.300 autorizzate con la cassa straordinaria.

Come si rileva dai dati, tutti i settori segnano flessioni della CIG molto consistenti rispetto al primo semestre 2021, e specialmente i comparti del terziario (trasporti, commercio, servizi) conoscono una dinamica estremamente positiva.

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