Attualità

L’Università Cattolica si apre nuovamente alla comunità sotto il segno dell’arte, inaugurata la mostra dello scultore Mario Branca

Sono sculture che solo apparentemente rimandano all’aspetto ludico della vita, ma che in realtà invitano a guardare dentro se stessi, quelle che fino al 22 maggio abbelliscono l’Atrio d’onore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza. Con la mostra “Ex Libris”, dello scultore Mario Branca, l’ateneo di via Emilia Parmense si apre nuovamente alla città, «mettendo a disposizione della comunità – come ha sottolineato il direttore di sede Angelo Manfredini durante il momento inaugurale – spazi dell’edificio storico, che vanta oltre 70 anni di storia e che sembrano fatti apposta per ospitare mostre di alto livello come questa».

In effetti i pavimenti a mosaico dell’Atrio del campus di via Emilia Parmense, sembrano dialogare perfettamente con sculture come “Tavolo creativo”, la cui mappa geografica sembra rimandare ad uno zaino in rame poggiato a terra, poco distante, entrambi chiari rimandi al tema del viaggio. Le ampie vetrate dell’Atrio, crocevia ogni giorno di centinaia di passi, sono anch’esse in perfetto dialogo con le grandi sculture che richiamano ai personaggi di Alice nel paese delle Meraviglie, di Lewis Carrol o con le opere più “minimal” come “Onirica”, la barchetta in rame che chiude il percorso espositivo.

«Mario Branca – ha sottolineato il curatore Carlo Francou – è molto profondo nelle sue riflessioni e, anche se può sembrarlo, non è per nulla ludico. Un’opera come il Cappellaio matto ci invita a liberarci dalle ossessioni del quotidiano, per riempirci di ciò che ogni giorno la vita ci offre». Non ci sono solo richiami a personaggi dei libri cari all’artista. La mostra in Università Cattolica a Piacenza ospita anche opere che sono riferimenti alla biografia di Branca. «Infine la piccola barca, posta al termine del percorso espositivo è come se volesse dirci che il racconto non finisce, perché la barchetta farà altri viaggio verso altri racconti» ha sottolineato il curatore Francou.

Tutte le sculture, in bronzo, rame, elementi naturali conservano una sorta di ambiguità. «La scultura – ha spiegato Branca – non deve essere esaustiva, non deve dire tutto. In questo modo chiunque la osserva può fare la propria esperienza».

La mostra è visitabile liberamente nell’Atrio d’onore, all’ingresso dell’ateneo di Università Cattolica, fino al 22 maggio.

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