«Con questa legge scegliamo di stare dalla parte di 60mila persone e delle loro famiglie. Investiamo in prevenzione, inclusione, equità territoriale e qualità della vita, rafforzando diritti e servizi. La celiachia non è soltanto una malattia, ma una condizione che riguarda la vita quotidiana e la piena partecipazione alla comunità. È, a tutti gli effetti, una questione di giustizia sociale».
Così Lodovico Albasi, consigliere regionale del Partito Democratico, primo firmatario e relatore della legge regionale “Interventi per la prevenzione, la diagnosi, la cura e la presa in carico della celiachia e della dermatite erpetiforme”, approvata dall’Assemblea legislativa. «È un risultato importante, frutto di un lavoro lungo e condiviso, nato dall’ascolto delle persone celiache, delle loro famiglie, delle associazioni, dei professionisti sanitari e degli operatori economici. Abbiamo voluto costruire una legge concreta, capace di dare stabilità e maggiore forza a un sistema regionale già avanzato, trasformando esperienze e strumenti esistenti in una politica organica e strutturata».
Il provvedimento consolida i diritti riconosciuti, dà fondamento legislativo alla rete assistenziale e ai Percorsi diagnostici terapeutici assistenziali, introduce nuovi strumenti di coordinamento e monitoraggio e potenzia i buoni elettronici per l’acquisto di alimenti senza glutine, prevedendone la progressiva interoperabilità anche fuori regione. «Un punto fondamentale è garantire che i diritti siano effettivi e uniformi in tutto il territorio regionale, senza differenze legate al luogo di residenza. Vogliamo rendere più semplice la vita delle persone e delle famiglie, assicurando continuità assistenziale e strumenti di sostegno adeguati».
La legge prevede inoltre screening pediatrico per i gruppi a rischio, formazione per gli operatori della ristorazione e del turismo e iniziative per favorire l’inclusione scolastica, sociale, sportiva e lavorativa.
«La qualità della vita si misura anche nelle cose apparentemente più semplici: un bambino che può mangiare insieme ai propri compagni senza sentirsi diverso, una famiglia che affronta con maggiore serenità la quotidianità, una persona che può viaggiare o andare al ristorante in sicurezza. Non possiamo lasciare che una condizione di salute diventi anche una condizione di isolamento sociale».
«Questa legge è il risultato di un confronto aperto e costruttivo, che ha coinvolto anche i colleghi dell’opposizione. Ringrazio le associazioni, a partire da AIC Emilia-Romagna, i professionisti sanitari, gli operatori, la Giunta e l’Assessorato alle Politiche per la Salute, gli uffici regionali e tutti coloro che hanno contribuito alla costruzione del testo. La tutela della salute non ha colore politico e questo provvedimento ne è una dimostrazione».
La legge entrerà in vigore il 1° gennaio 2027. «Oggi compiamo un passo importante: riconosciamo bisogni, diritti e dignità di migliaia di cittadini. Il nostro compito è fare in modo che nessuno si senta solo nell’affrontare la propria condizione. Una Regione più giusta è una Regione che rimuove gli ostacoli alla partecipazione e non lascia indietro nessuno. È questo il senso più profondo della legge che abbiamo approvato».
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